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C.S.M. Roma

Roma - Centro Salute Mentale D9 - Progetto di Centro di Promozione per l'Impresa Sociale - Corso di preformazione al lavoro di taglio e cucito

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"Questo progetto ambisce anche a essere un contributo nella ricostruzione di un tessuto di scambio sociale, di moltiplicazione delle relazioni mediate da “un fare” e teso alla costituzione materiale dei diritti di cittadinanza dei soggetti esclusi, nella convinzione che il diritto di cittadinanza – se non conquistato materialmente e realizzato praticamente – può essere continuamente revocabile.

Stiamo cercando di creare un laboratorio di produzione di relazioni e rapporti, di ricomporre ambiti di norma separati (lavoro, formazione, ricerca ecc.) per tracciare la trama dell’interscambio. L’enfasi è stata posta sulla ricerca, l’attenzione, la messa in moto delle intelligenze e volontà delle persone, attraverso la differenziazione delle attività e la ricerca della qualità"

Lakruna - Laboratorio Sartoriale Sociale - Roma

lakrinal progetto LAKRUNA coinvolge oggi 7 donne che provengono da percorsi di fragilità e storie di disagio. Quasi tutte sono utenti dei Centri di Salute Mentale ASL RMC, già membri del gruppo di Auto Mutuo Aiuto “AMA FARE” , o aderenti a percorsi di recupero e risocializzazione.

Raffaella Pocobello - Valutazione partecipata dei Centri diurni di Salute mentale di Roma: Studio degli aspetti strutturali, delle rappresentazioni degli stakeholders e implicazioni per i processi di recovery

Abstract

La vicenda della psichiatria italiana a parte l'eccezione dei servizi psichiatrici di Verona (Tansella, 1993; Tansella et al., 1998) è caratterizzata da una certa scarsità  di  dati  ed  da  un  vuoto  valutativo  che  hanno  sicuramente  contribuito all'instaurarsi di una forte polarizzazione ideologica tra entusiasta e oppositori radicali del nuovo sistema di servizi.

La ricerca si pone nell'ambito di un più ampio progetto di valutazione dei Centri diurni di salute mentale di Roma, si caratterizza per l'utilizzo di un approccio multi-stakeholders e si articola in tre studi.
Il  primo  studio,  in  cui  sono  stati  investigati  gli  aspetti  strutturali,  ha  portato all'individuazione di una serie di criticità quali il sottodimensionamento del personale, il prolungamento della presa in carico, la carenza di attività di auto-mutuoaiuto e -in alcuni casi- il mancato coinvolgimento dell'utente nella formulazione e nel  monitoraggio  del  proprio  progetto  terapeutico. 

I  Centri  hanno  inoltre  pochi rapporti con il territorio e sono per lo più in rete solo con altri servizi psichiatrici.  
Nel secondo studio sono state esplorate le rappresentazioni e gli scopi del Centro  diurno  secondo  un  campione  rappresentativo  di  utenti,  operatori  e  familiari.
Obiettivo della valutazione partecipata, infatti, è l'esplicitazione dei criteri di valutazione  dei  diversi  stakeholders  in  quanto  portatori  di  interessi,  concezioni  e, quindi, di parametri di valutazione diversi. Basato sulla tecnica delle associazioni libere, questo studio ha portato all'individuazione del concetto di “socializzazione” come concetto centrale della rappresentazione di centro diurno.  Questo concetto, che risulta anche lo scopo più citato del Centro diurno, assume una particolare rilevanza anche nelle rappresentazioni periferiche, diventando “amicizia” per gli utenti, “accoglienza” per gli operatori e “aiuto” e “impegno” per i familiari.
Dall'analisi dei legami associativi, sono emerse diverse concezioni del Centro diurno.  Una  concezione  condivisa  in  modo  trasversale  da  tutti  i  gruppi  rimanda all?idea della “scuola”; la concezione tipica del gruppo di operatori è fondata sui concetti di “socializzazione e intrattenimento”; gli utenti tendono a concettualizzare il Centro come una “comunità terapeutica” e i familiari come un mezzo di “recupero” e “assistenza”.

Sulla base di queste concezioni, sono state individuate tre derive  possibili  del  Centro  diurno:  l'intrattenimento,  il  pedagogismo  e  il  terapismo.