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Istituto Superiore di Sanità

Il manicomo virtuale

Il manicomio virtuale esiste attraverso lo sguardo degli altri su se stesso-paziente: lo sguardo degli altri che mantiene l’emarginazione.

Lo sguardo dell’operatore professionale che lo vede come una persona che ha bisogno d’essere protetta, quindi debole, e senza competenze.

Lo sguardo del cittadino che lo vede come una persona un po’ strana, magari pericolosa, quindi matta.

Il manicomio virtuale è una costruzione sociale potenzialmente creata da:

  • - il case manager, che ha delle attitudini protettrici e mantiene la persona in un proprio mondo senza esigenza di partecipazione attiva nella società;
  • - il paziente, che ha un’immagine di se stesso definita dall’incompetenza sociale, mancanza di spirito d’iniziativa ed emarginazione;
  • - il cittadino, che mantiene la distanza per un senso di malessere a causa delle sue paure e qualche volta i suoi pregiudizi.

Il case manager deve intervenire a questi tre livelli:

  • - su se stesso, avendo fiducia nelle capacità del paziente;
  • - sul paziente, spingendolo a creare il suo spazio nella società;
  • - sul cittadino, stimolando relazioni fra paziente e la gente comune.