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La malattia mentale: una questione di (s)fondo degli anni Sessanta

da VACLAV  BELOHRADSKY "Dispensa di sociologia"

anni sessantaL’esempio importante di una questione di (s)fondo è l’enorme impatto che ha avuto su tutta la società la concezione antipsichiatrica e “anti-manicomiale” della malattia mentale.  “Le parole per fare le domande da non fare” sono state trovate da Basaglia e da altri psichiatri sul finire degli anni Sessanta: la “follia” veniva interpretata come una risposta “disperata” dell’individuo alla condizione “umanamente insopportabile”, cui è costretto dal “sistema capitalista”, basato sull’efficientismo, consumismo e privo totalmente di senso umano   – “solo una persona non mentalmente sana, può essere normale in questo sistema”, ha scritto Erich Fromm. Il “sistema” impone il conformismo totale, ogni ribellione deve essere curata mediante l’istituzionalizzazione del ribelle. Alla base del disagio mentale è la comunicazione distorta, la censura ideologica e l’unidimensionalità della vita nella società industriale di massa. Ecco una formulazione tipica:

“Il malato è vittima  dell’oppressione sociale e la sua incapacità di conformarsi ai canoni della società viene repressa come reazione antisociale. D’altra parte, la pazzia viene interpretata non solamente come anormalità, ma anche come originalità e genialità che trasgredisce  la norma ma che, contemporaneamente, può esprimere lo spirito umano in modo più spontaneo, al di fuori di ogni schematismo convenzionale” (cf. Pavesi 1997, http://users.iol.it/idis)

Appello/Digiuno "Chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, senza proroghe e senza trucchi"

HomeStopOPG chiede di dedicare una o più giornate di digiuno alla chiusura degli Ospedali Psichiarici Giudiziari

TUTTI POSSONO ADERIRE

UNASAM - Salute Mentale e Diritti Umani - Lettera Aperta alle Autorità

 

unasam_logo

Ad oltre 35 anni dalla Legge di Riforma Psichiatrica n°180, il nostro Paese, le famiglie e le persone che vivono la condizione della sofferenza mentale, attendono azioni concrete e coraggiose da parte dello Stato e dei suoi rappresentanti, che diano concreta, e non più rinviabile, attuazione ad una Legge di grande civiltà e progresso su tutto il territorio nazionale e a favore di tutti i cittadini.

Rappresentiamo le famiglie e gli utenti dei servizi di salute mentale e le loro Associazioni impegnate, da decenni, in difesa del diritto alla salute mentale e alla dignità umana. Impegno culturale e sociale agito nei territori di appartenenza e molto apprezzato dalle comunità locali perché finalizzato al pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza e all’inclusione sociale e lavorativa di chi vive sulla propria pelle la condizione della sofferenza mentale, e che potrebbe condurre una vita di normalità.

L’impresa sociale: pratica e orizzonte di trasformazione - Ilario Volpi - Presidente cooperativa sociale integrata “Il Grande Carro”-Roma

Una lucida ed acuta sintesi della situazione generale italiana del Reinserimento lavorativo degli utenti della Psichiatria

Scarica documento da sito esterno

 

Lavoro e persone con disabilità - Antonio Caputo - Difensore Civico Regione Piemonte

Care/i cittadine/i, il significato profondo delle parole che aprono la nostra Costituzione, "L'Italia e' una Repubblica democratica fondata sul lavoro", comporta che quando il lavoro non c'e', quando viene negato o sfigurato sono gli stessi fondamenti di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali ad essere messi in pericolo: il lavoro, condizionando l'autonomia, l'integrazione sociale, ovvero l'esistenza e la dignità delle persone, costituisce elemento chiave per garantire concret

Il “malato mentale” nel contesto sociale - Riflessioni di un utente

colori_fioreLe riflessioni di Daniele.

E’ possibile che nel 2013, 35 anni dalla legge Basaglia, ancora in medicina ci sia una sorta di “Razzismo” nelle patologie?

I canoni scientifici ci offrono empiriche descrizioni dei disturbi mentali, e di fatto un quadro clinico al giorno d’oggi, con apposite visite e indagini, è ben delineato. Ma sul piano sociale?

Io utente, paziente, chiamatemi come volete, posso garantirvi che su quest’ultimo esiste un pesante fardello sociale, e il termine più noto per definirlo è “Stigma”. Chiaramente sto parlando della sofferenza mentale. Qualunque essa sia dal punto di vista medico-diagnostico, la società vede il malato mentale, il matto, quello da tenere in custodia, quello che può far male.

Si sente dire spesso al tg: “Malato mentale uccide la mogli, il figlio ecc”.

L’Aquila - Armonia: Psichiatria o Salute Mentale ?

In questi giorni si parla di Psichiatria a proposito del “Progetto Armonia” , progetto a rilevanza nazionale attivo da circa 10 anni nei Centri Diurni Psichiatrici e nei Centri di Salute Mentale e oggi presentato quale innovativo nella programmazione della Salute Mentale a L’Aquila e Provincia.
Come Presidente l’Associazione 180amici intendo portare un contributo sulla questione ”Psichiatria versus Salute Mentale”.