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Storia della Psichiatria

Il Lobotomista - Gloria e misfatti del Dott. Walter Freeman

La malattia mentale: una questione di (s)fondo degli anni Sessanta

da VACLAV  BELOHRADSKY "Dispensa di sociologia"

anni sessantaL’esempio importante di una questione di (s)fondo è l’enorme impatto che ha avuto su tutta la società la concezione antipsichiatrica e “anti-manicomiale” della malattia mentale.  “Le parole per fare le domande da non fare” sono state trovate da Basaglia e da altri psichiatri sul finire degli anni Sessanta: la “follia” veniva interpretata come una risposta “disperata” dell’individuo alla condizione “umanamente insopportabile”, cui è costretto dal “sistema capitalista”, basato sull’efficientismo, consumismo e privo totalmente di senso umano   – “solo una persona non mentalmente sana, può essere normale in questo sistema”, ha scritto Erich Fromm. Il “sistema” impone il conformismo totale, ogni ribellione deve essere curata mediante l’istituzionalizzazione del ribelle. Alla base del disagio mentale è la comunicazione distorta, la censura ideologica e l’unidimensionalità della vita nella società industriale di massa. Ecco una formulazione tipica:

“Il malato è vittima  dell’oppressione sociale e la sua incapacità di conformarsi ai canoni della società viene repressa come reazione antisociale. D’altra parte, la pazzia viene interpretata non solamente come anormalità, ma anche come originalità e genialità che trasgredisce  la norma ma che, contemporaneamente, può esprimere lo spirito umano in modo più spontaneo, al di fuori di ogni schematismo convenzionale” (cf. Pavesi 1997, http://users.iol.it/idis)

Teramo - "Ammalò di Testa" - Il dolore di quei pazzi del mondo di sotto

Migliaia di cartelle cliniche ritrovate, raccolte in un unico, sconvolgente volume: "Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo 1880-1931”. Da cui emergono le memorie dal sottosuolo di un’umanità  che lottava solo per sopravvivere, un grande racconto del dolore, e al tempo stesso una storia aspra della società italiana.

I “pazzi” erano quasi sempre poveri e malnutriti, contadini, sottoproletari. Fatta l’Italia, bisognava fare gli italiani, e “c’era la necessità di togliere dalle strade quanti rappresentavano delle potenziali minacce per l’ordine pubblico. Di fatto, le comunità consegnavano al manicomio i loro elementi indesiderati” annota Valeriano. Spesso con la complicità delle famiglie. La violenza e la sopraffazione “preventiva” lavorarono per decenni a pieno regime.

Leggi l'articolo su "L'Espresso"

Olocausto: la psichiatria non può dimenticare

Prima che a pieno regime si cominciasse a uccidere nei campi di sterminio, un’orrenda tragedia preparò il terreno. Una ben nota e disastrosa alleanza tra giuristi, psichiatri e sostenitori dell’eugenetica e del darwinismo sociale avviarono alla morte centinaia di migliaia di esseri umani: bambini handicappati, inguaribili o incontrollabili e uomini e donne malati di mente. Quasi una sperimentazione, una prova generale per il grande sterminio che di lì a poco arrivò.

L’Aquila: Viaggio nella città dei matti

Nei giorni 7/8/9/ giugno a L’Aquila presso la Casa del volontariato , sala convegni in via Saragat l’Associazione 180amici l’aquila ha in programma il corso di formazione “Viaggio nella città dei matti“, finanziato dal Centro Servizi del Volontariato . Il corso è gratuito . Le iscrizioni possono essere inviate via mail o al numero telefonico 366 1990081 .

Legge 13 maggio 1978 n. 180

" Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori " (Vedi, poi, gli artt. 64 e segg., L. 23 dicembre 1978, n. 833.) pubblicata nella Gazz. Uff. 16 maggio 1978, n. 133.