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Servizio Sociale

Torino - Matti a Cottimo - il sito

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Con Matti a Cottimo puoi trovare il lavoro più adatto alle tue esigenze. La tua diversità psichica e la tua resistenza sociale sono per noi una risorsa, non un disagio!
Ogni abilità e competenza verrà tenuta in considerazione per l'assegnazione dell'incarico lavorativo che la nascente Cooperativa di tipo B avrà ricevuto da aziende o privati.

Grazie alla modalità cercasi/offresi, potrai essere selezionato per svolgere un lavoro, di durata variabile, individualmente o con un gruppo di persone che abbiano le tue competenze, ma anche proporre a tua volta dei lavori per cui è necessario reperire altre risorse umane ed esperienziali per completare il team e portare a termine il lavoro.

Supported Employment Resource KIT ovvero tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul supporto attivo all'impiego e non avete mai osato chiedere

Risultati immagini per supported employment kitPerchè partecipare in un impiego supportato?

Quando la gente si sente bene riguardo un lavoro che ha, vede se stessa in maniera più positiva; il lavoro cohferisce struttura e routine; avere una entrata le conferisce più scelte riguardo cosa comprare e dove vivere.

Come funziona l'impiego supportato?

Consumer Choice: nessuno è escluso dal partecipare;

Competitive Jobs: specialisti di impiego aiutano le persone a trovare lavori sul mercato aperto che paghino almeno la paga minima e che ognuno potrebbe essere in grado di avere senza riguardo allo stato di disabilità;

Benefits Counseling: specialisti di impiego aiutano a comprendere quali benefici di assistenza sociale sono interessati dal lavoro; la maggior parte delle persone sono capaci di lavorare e continuano a ricevere i benefici;

Supporto tempestivo specialisti di impiego supportato aiutano le persone a cercare lavoro subito dopo l'ingresso nel programma;

Supporto continuo una volta che il lavoro è trovato, specialisti di impiego offrono un supporto ininterrotto, se necessario;

Preferenze dell'utente: le scelte riguardo il lavoro si fondano sulle preferenze della persona, i suoi punti di forza ed esperienze.

L’integrazione ed il coordinamento dei servizi sono indispensabili per rafforzare i progressi in direzione del Recupero

integration_forumLabSoNessun trattamento da solo o soluzione rapida è sufficiente di per sé a recuperare stili di vita funzionali e soddisfacenti per le persone con disordini mentali seri e persistenti. Poiché è necessario tutto un armamentario di trattamenti per i problemi multidimensionali che sono connessi con la disabilità, la integrazione ed il coordinamento sono elementi chiave per acquisire il recupero.

Trattamenti farmacologici e psicosociali devono essere integrati a tre livelli: 1) Paziente 2) operatori o team di trattamento del paziente 3) agenzie che somministrano vari servizi nel contesto di un autentico sistema di cura.

Integrazione a livello di paziente

Al livello più semplice, la integrazione potenzia la efficacia del trattamento farmacologico e di quello psicosociale; i pazienti devono essere formati a comprendere come i farmaci ed i trattamenti psicosociali possano essere in mutua collaborazione od in conflitto. Gli effetti collaterali della medicina, come sedazione, tremore, acatisia, possano interferire col trattamento psicosociale. Situazioni come queste richiedono forme di accomodamento, con modifiche nel tipo o nelle dosi della medicazione, con o senza concomitanti cambiamenti nel trattamento psicosociale; d’altro canto una superstimolazione di trattamento psicosociale può portare ad una esacerbazione dei sintomi psicotici o depressivi che può condurre ad una ricalibrazione del trattamento psicosociale e/o ad un aumento nel regime delle medicazioni.

Raffaella Pocobello - Valutazione partecipata dei Centri diurni di Salute mentale di Roma: Studio degli aspetti strutturali, delle rappresentazioni degli stakeholders e implicazioni per i processi di recovery

Abstract

La vicenda della psichiatria italiana a parte l'eccezione dei servizi psichiatrici di Verona (Tansella, 1993; Tansella et al., 1998) è caratterizzata da una certa scarsità  di  dati  ed  da  un  vuoto  valutativo  che  hanno  sicuramente  contribuito all'instaurarsi di una forte polarizzazione ideologica tra entusiasta e oppositori radicali del nuovo sistema di servizi.

La ricerca si pone nell'ambito di un più ampio progetto di valutazione dei Centri diurni di salute mentale di Roma, si caratterizza per l'utilizzo di un approccio multi-stakeholders e si articola in tre studi.
Il  primo  studio,  in  cui  sono  stati  investigati  gli  aspetti  strutturali,  ha  portato all'individuazione di una serie di criticità quali il sottodimensionamento del personale, il prolungamento della presa in carico, la carenza di attività di auto-mutuoaiuto e -in alcuni casi- il mancato coinvolgimento dell'utente nella formulazione e nel  monitoraggio  del  proprio  progetto  terapeutico. 

I  Centri  hanno  inoltre  pochi rapporti con il territorio e sono per lo più in rete solo con altri servizi psichiatrici.  
Nel secondo studio sono state esplorate le rappresentazioni e gli scopi del Centro  diurno  secondo  un  campione  rappresentativo  di  utenti,  operatori  e  familiari.
Obiettivo della valutazione partecipata, infatti, è l'esplicitazione dei criteri di valutazione  dei  diversi  stakeholders  in  quanto  portatori  di  interessi,  concezioni  e, quindi, di parametri di valutazione diversi. Basato sulla tecnica delle associazioni libere, questo studio ha portato all'individuazione del concetto di “socializzazione” come concetto centrale della rappresentazione di centro diurno.  Questo concetto, che risulta anche lo scopo più citato del Centro diurno, assume una particolare rilevanza anche nelle rappresentazioni periferiche, diventando “amicizia” per gli utenti, “accoglienza” per gli operatori e “aiuto” e “impegno” per i familiari.
Dall'analisi dei legami associativi, sono emerse diverse concezioni del Centro diurno.  Una  concezione  condivisa  in  modo  trasversale  da  tutti  i  gruppi  rimanda all?idea della “scuola”; la concezione tipica del gruppo di operatori è fondata sui concetti di “socializzazione e intrattenimento”; gli utenti tendono a concettualizzare il Centro come una “comunità terapeutica” e i familiari come un mezzo di “recupero” e “assistenza”.

Sulla base di queste concezioni, sono state individuate tre derive  possibili  del  Centro  diurno:  l'intrattenimento,  il  pedagogismo  e  il  terapismo.

Il lavoro sociale di rete nella salute mentale (parte I)

Il case management comunitario introduce nell’assetto delle cure per la salute mentale una prospettiva di rete, cioè la possibilità opportunità di ampliare lo sguardo non solo nei confronti della famiglia, ma anche delle reti sociali, cioè delle relazioni signi?cative del paziente (famigliari, parente, amici, vicinato).  Il modello d’azione dell’intervento di rete ha  sue due fondamentali dimensioni: l’esplorazione e la mobilitazione delle reti sia primarie che secondarie, con i relativi strument