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Recovery

Progetto "Andiamo avanti" 2017 - Attività dell'Associazione

festa carnevale 2017Dal mese di gennaio 2017 è ripartito il progetto ANDIAMO AVANTI, implementato dall'Associazione "Percorsi" in convenzione con il Dipartimento di Salute Mentale della ASL di Pescara, che coinvolge oltre 40 pazienti dei due CSM del capoluogo adriatico, di qualsiasi sesso ed età. Le attività programmate si basano su incontri di gruppo, laboratori terapeutici/riabilitativi, attività sportive e uscite ludiche/ricreative pomeridiane e serali: laboratorio di informatica; Social Skills Training; Auto-Mutuo Aiuto; stimolazione cognitiva; training sulla felicità;  orientamento professionale; gestione stress; calcetto; pranzi/cene al ristorante o in pizzeria; cinema; giornate al mare.  L’èquipe degli operatori dell’Associazione “Percorsi” è costituita da 1 psicologo psicoterapeuta coordinatore del progetto, 5 psicologhe e diversi volontari (con specializzazione in aree differenti dalla psicologia e psichiatria).

Mediometraggio "Barcobaleno" - Storie di sorsi di salute mentale

Il gruppo di attori, scrittori e sceneggiatori del Centro Arcobaleno, dopo la produzione nel 2014 della prima sit-com Un loftx3 si è rimesso nuovamente al lavoro nel gennaio del 2016 con l’intento di proseguire il progetto di valorizzazione dei percorsi in riabilitazione psichiatrica, cercando di comunicare la positività della persona che riesce a ricollocarsi nel mondo sociale e lavorativo.

E’ nata così la scrittura di un nuovo copione che abbiamo sottoposto a 2 registi-videomakers che l’hanno adattato ad un mediometraggio. Nell’estate scorsa 23 utenti-attori di cui 13 alla loro prima esperienza cinematografica, si sono messi a disposizione per girare le scene e sono stati coinvolti inoltre alcuni studenti della scuola superiore “A.Monti” di Asti che sono venuti in visita formativa in centro diurno in quel periodo.

Focalizzare il trattamento e la pianificazione su obiettivi di vita scelti dalla persona

https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/48/e5/ab/48e5aba9eaecdd053ded65682e00a347.jpgIl piano in sé stesso non è l’obiettivo, anche se è sfaccettato, pertinente alla cultura individuale e diretto dalla persona o dalla famiglia; piuttosto il piano è un percorso verso una vita integrale che comporti rispetto verso gli altri, opportunità e scelte significative, responsabilità personale, presenza e partecipazione a scuola come nella comunità, supporti auto-determinati.

—Jonikas and colleagues

Correntemente è atteggiamento comune, quando ci si impegna nella pianificazione, focalizzarsi per lo più o esclusivamente sulla riduzione dei sintomi tramite la somministrazione di un trattamento clinico professionale; se è vero che questi interventi continuano ad essere una parte importante del progetto di trattamento complessivo, la Pianificazione Centrata sulla Persona si focalizza anche sul conseguimento di obiettivi di vita in senso lato che la persona decide essere importanti per sé stessa.

Aree come la salute fisica, la famiglia e le relazioni sociali, l’impiego, la formazione, la genitorialità, la spiritualità, l’alloggio, lo svago, i servizi alla comunità e la partecipazione civica, vengono esplorate a meno che la persona non le abbia designate come prive di interesse.

Enfatizzare attività e relazioni nella comunità naturale

https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRezmy9JMhHgwyVkDHZrwfNzolMUa7M7oxe1OnpB1Iuv0PlwL8fI sistemi orientati al Recupero/Recovery rispettano l’assunto per cui i servizi ed i professionisti non dovrebbero rimanere centrali nel tempo per la vita di una persona; per questa ragione i piani centrati sulla persona riconoscono il valore di costruire connessioni di comunità naturale come antidoto alla dipendenza potenzialmente perpetua dai servizi di salute mentale.

 

I progetti centrati sulla persona sostengono l’accesso a modalità inclusive di comunità mentre cercano di ridurre o eliminare del tutto il tempo impiegato nelle modalità segregate impostate di solito per supportare le persone con diagnosi di malattia mentale.

 

Dovrebbe tuttavia essere ben chiaro che il focalizzarsi sull’accesso a modalità di integrazione non dovrebbe precludere alla persona la partecipazione ad attività o programmi insieme ad altre persone con malattia mentale quando tale partecipazione rappresenti una scelta informata che sia fonte di positiva identità collettiva e di orgoglio così come si può ritrovare all’interno di organizzazioni di rappresentanza di utenti-survivor, centri di supporto fra pari, club residenziali psicosociali; questi vogliono essere esempi dove la partecipazione in attività o programmi progettati solitamente per persone con malattia mentale sono una decisione personale scelta liberamente piuttosto che una fondata su un campo ristretto di opzioni e/o una opinione che può essere o non essere bene accetta in un setting più integrato.

Elevate aspettative per il Recupero/Recovery sono la norma

hope mental healthLa visione della pianificazione centrata sulla persona e dell’autodeterminazione è, e dovrebbe rimanere, il perseguimento di un ideale ambizioso ma che è, ironicamente, basato semplicemente sul conseguimento di obiettivi che sono universali nella tipica esperienza umana; obiettivi che valorizzano la nostra comune umanità, le nostre comuni aspirazioni e sogni, ed il nostro comune senso di responsabilità rivolto al divenire membri attivi della società.

Porre in alto l’asticella vuol dire focalizzarsi su scelta e controllo; avere relazioni significative e durature; libertà, salute, sicurezza e posti decenti dove vivere; sicurezza economica, opportunità di essere membri della comunità e di dare ad essa un contributo; e di ricevere supporto da parte dei professionisti di un servizio alla persona accogliente e sollecito.

I risultati attesi per le persone con malattie mentali devono includere le aspirazioni e le aspettative condivise da tutti gli esseri umani, non solamente i livelli o gli standard comunemente considerati all’interno dei servizi alla persona (per esempio stabilità, accettazione, soddisfazione dei servizi); elevate aspettative dovrebbero essere la norma per tutti e non riservate esclusivamente a coloro che a giudizio degli operatori hanno raggiunto un certo stadio o fase nel recupero/recovery; al livello della vita quotidiana la maggior parte di  noi desidera lo stesso genere di cose; rapporti umani durevoli e profondi, opportunità di essere membri della comunità, sicurezza economica, sono aspettative ragionevoli per ognuno, senza riguardo per quanto disabilitante o severa possa essere la propria condizione.

Progetto "Locoweb.eu" - Attività dell'Associazione

http://www.locoweb.eu/wp-content/uploads/2016/03/logo-esteso-slogan650.gifChi siamo:

Siamo un piccolo gruppo di persone con problemi di salute mentale, ovviamente ben compensati nelle terapie e del tutto ragionevoli!

La frequenza assidua della Associazione “Percorsi”, anche in virtù dei progetti di recovery psicosociale della ASL di Pescara, ci ha condotto ad approfondire alcune discipline informatiche e a voler portare queste competenze sul “mercato”.

Affidandoci la realizzazione di un lavoro grafico o web o sistemistico, ci onorerai e darai una mano alla Associazione “Percorsi”  per la Tutela della Salute Mentale, supportando nel contempo il nostro personale cammino di reinserimento sociale ed autonomizzazione; in tal modo la tua esigenza informatica, soddisfatta col massimo di serietà e professionalità, assumerà anche un pregiato valore etico e solidale.

Convegno UNASAM “Salute Mentale è Tempo di Cambiare. Carenze dei servizi, Organizzazione, qualità degli interventi, esiti, verso la recovery"

04/02/2016 00:00

L’Unasam organizza per il prossimo 4 febbraio 2016 a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, il proprio convegno nazionale dal titolo: “Salute Mentale è Tempo di Cambiare. Carenze dei servizi, Organizzazione, qualità degli interventi, esiti, verso la recovery.”

A Trieste la prima comunità per persone con disagio psichico

 

recovery houseRiprendere in mano la propria vita dopo l’esperienza devastante del disagio psichico? A Trieste si può. Infatti, grazie ad una rete di attori che comprende il Dipartimento di Salute Mentale, la cooperativa sociale Germano, la International Mental Health Collaborating Network (Imhcn) e la  Comunità di San Martino al Campo, a maggio di quest’anno è stato avviato il progetto “Recovery House”: un’esperienza di vita in comune per persone che vivono il disagio psichico.

«Si tratta di giovani tra i 20 e i 30 anni», spiega Izabel Marin, assistente sociale che insieme a Carlotta Baldi, psichiatra, e Raffaella Strain, tecnico della riabilitazione, si occupa del coordinamento scientifico del progetto. «Il servizio di salute mentale individua le persone con dei criteri di inclusione», prosegue, «e offre la possibilità di costruire un percorso altamente individualizzato, circoscritto nel tempo (attualmente sei mesi), con l’obiettivo di innescare un cambiamento nel percorso di ciascuno. Sono le persone a scegliere se questo tipo di esperienza fa per loro: si tratta di una scelta informata».