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Recovery

Obiettivi: un numero gestibile

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Talvolta le persone articolano obiettivi molteplici, altre volte nessuno; ogni scenario presenta sfide differenti.

Troppi obiettivi?

In questo caso è più efficace per la persona esprimere delle priorità e identificare solo alcune aree chiave di obiettivo ai fini del Piano; avere troppi obiettivi può rendere il Piano troppo complicato ed ingombrante, sia per l’operatore che deve scriverlo, sia soprattutto per la persona che realmente “lavora” con il piano nel corso della sua vita quotidiana; perché il Piano sia uno strumento completamente efficace nel guidare il processo di Recovery, è utile limitare le affermazioni di obiettivo a quelle che sono più salienti e motivanti per l’individuo nella sua condizione presente; spesso i piani più potenti ed efficaci sono focalizzati solo su un obiettivo che si configura come più largo; questo non vuol dire che la persona non abbia obiettivi e sfide in altre aree che in ultima analisi andrebbero trattate, ma che può essere più utile dedicare attenzione ad una area specifica in un lasso di tempo determinato, riservando altri obiettivi ad un Piano futuro.

Aspetto importante: stai attento nel processo di stesura delle priorità e nella impostazione degli obiettivi; non enumerare quello che è più importante per la persona includendo soltanto quello che tu pensi sia importante per essa da una prospettiva clinica o professionale.

Tutte le parti hanno accesso alle stesse informazioni

https://cdn0.iconfinder.com/data/icons/large-glossy-icons/512/Notes.pngNella Pianificazione del processo di Recovery centrato sulla persona, la persona (e la famiglia come parte in causa pertinente) vengono fornite di adeguato supporto ed informazione precedentemente all’incontro di pianificazione in modo tale da essere preparati e poter partecipare in una posizione di parità (con gli operatori).

 

L’accesso paritetico alle informazioni, a cui spesso ci si riferisce come “trasparenza” è essenziale per spianare il campo di gioco e per consentire alle parti in causa di partecipare come pregevoli membri del team e del processo di panificazione; trasparenza vuol dire pure che le persone possono esaminare quando vogliono tutto quanto viene registrato al loro riguardo; poiché agli utenti viene offerta una copia del loro piano scritto di Recovery, essi possono scrivere sui documenti che li riguardano punti di vista e argomenti alternativi rispetto a quanto trovano già scritto; inoltre le registrazioni dovrebbero essere facilmente disponibili alla lettura, in modo che alla insorgenza di situazioni nuove non si debba “reinventare la ruota” e la persona ed il team possano apprendere dalle passate esperienze.

Determinare Obiettivi: quello che è importante per la persona

Una affermazione-obiettivo bene scritta riflette quanto è importante alla attenzione della persona, piuttosto che quello che è stato tradizionalmente considerato come prioritario nei sistemi di servizio professionali.

Progetto "Andiamo avanti" 2017 - Attività dell'Associazione

festa carnevale 2017Dal mese di gennaio 2017 è ripartito il progetto ANDIAMO AVANTI, implementato dall'Associazione "Percorsi" in convenzione con il Dipartimento di Salute Mentale della ASL di Pescara, che coinvolge oltre 40 pazienti dei due CSM del capoluogo adriatico, di qualsiasi sesso ed età. Le attività programmate si basano su incontri di gruppo, laboratori terapeutici/riabilitativi, attività sportive e uscite ludiche/ricreative pomeridiane e serali: laboratorio di informatica; Social Skills Training; Auto-Mutuo Aiuto; stimolazione cognitiva; training sulla felicità;  orientamento professionale; gestione stress; calcetto; pranzi/cene al ristorante o in pizzeria; cinema; giornate al mare.  L’èquipe degli operatori dell’Associazione “Percorsi” è costituita da 1 psicologo psicoterapeuta coordinatore del progetto, 5 psicologhe e diversi volontari (con specializzazione in aree differenti dalla psicologia e psichiatria).

Mediometraggio "Barcobaleno" - Storie di sorsi di salute mentale

Il gruppo di attori, scrittori e sceneggiatori del Centro Arcobaleno, dopo la produzione nel 2014 della prima sit-com Un loftx3 si è rimesso nuovamente al lavoro nel gennaio del 2016 con l’intento di proseguire il progetto di valorizzazione dei percorsi in riabilitazione psichiatrica, cercando di comunicare la positività della persona che riesce a ricollocarsi nel mondo sociale e lavorativo.

E’ nata così la scrittura di un nuovo copione che abbiamo sottoposto a 2 registi-videomakers che l’hanno adattato ad un mediometraggio. Nell’estate scorsa 23 utenti-attori di cui 13 alla loro prima esperienza cinematografica, si sono messi a disposizione per girare le scene e sono stati coinvolti inoltre alcuni studenti della scuola superiore “A.Monti” di Asti che sono venuti in visita formativa in centro diurno in quel periodo.

Focalizzare il trattamento e la pianificazione su obiettivi di vita scelti dalla persona

https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/48/e5/ab/48e5aba9eaecdd053ded65682e00a347.jpgIl piano in sé stesso non è l’obiettivo, anche se è sfaccettato, pertinente alla cultura individuale e diretto dalla persona o dalla famiglia; piuttosto il piano è un percorso verso una vita integrale che comporti rispetto verso gli altri, opportunità e scelte significative, responsabilità personale, presenza e partecipazione a scuola come nella comunità, supporti auto-determinati.

—Jonikas and colleagues

Correntemente è atteggiamento comune, quando ci si impegna nella pianificazione, focalizzarsi per lo più o esclusivamente sulla riduzione dei sintomi tramite la somministrazione di un trattamento clinico professionale; se è vero che questi interventi continuano ad essere una parte importante del progetto di trattamento complessivo, la Pianificazione Centrata sulla Persona si focalizza anche sul conseguimento di obiettivi di vita in senso lato che la persona decide essere importanti per sé stessa.

Aree come la salute fisica, la famiglia e le relazioni sociali, l’impiego, la formazione, la genitorialità, la spiritualità, l’alloggio, lo svago, i servizi alla comunità e la partecipazione civica, vengono esplorate a meno che la persona non le abbia designate come prive di interesse.

Enfatizzare attività e relazioni nella comunità naturale

https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRezmy9JMhHgwyVkDHZrwfNzolMUa7M7oxe1OnpB1Iuv0PlwL8fI sistemi orientati al Recupero/Recovery rispettano l’assunto per cui i servizi ed i professionisti non dovrebbero rimanere centrali nel tempo per la vita di una persona; per questa ragione i piani centrati sulla persona riconoscono il valore di costruire connessioni di comunità naturale come antidoto alla dipendenza potenzialmente perpetua dai servizi di salute mentale.

 

I progetti centrati sulla persona sostengono l’accesso a modalità inclusive di comunità mentre cercano di ridurre o eliminare del tutto il tempo impiegato nelle modalità segregate impostate di solito per supportare le persone con diagnosi di malattia mentale.

 

Dovrebbe tuttavia essere ben chiaro che il focalizzarsi sull’accesso a modalità di integrazione non dovrebbe precludere alla persona la partecipazione ad attività o programmi insieme ad altre persone con malattia mentale quando tale partecipazione rappresenti una scelta informata che sia fonte di positiva identità collettiva e di orgoglio così come si può ritrovare all’interno di organizzazioni di rappresentanza di utenti-survivor, centri di supporto fra pari, club residenziali psicosociali; questi vogliono essere esempi dove la partecipazione in attività o programmi progettati solitamente per persone con malattia mentale sono una decisione personale scelta liberamente piuttosto che una fondata su un campo ristretto di opzioni e/o una opinione che può essere o non essere bene accetta in un setting più integrato.

Elevate aspettative per il Recupero/Recovery sono la norma

hope mental healthLa visione della pianificazione centrata sulla persona e dell’autodeterminazione è, e dovrebbe rimanere, il perseguimento di un ideale ambizioso ma che è, ironicamente, basato semplicemente sul conseguimento di obiettivi che sono universali nella tipica esperienza umana; obiettivi che valorizzano la nostra comune umanità, le nostre comuni aspirazioni e sogni, ed il nostro comune senso di responsabilità rivolto al divenire membri attivi della società.

Porre in alto l’asticella vuol dire focalizzarsi su scelta e controllo; avere relazioni significative e durature; libertà, salute, sicurezza e posti decenti dove vivere; sicurezza economica, opportunità di essere membri della comunità e di dare ad essa un contributo; e di ricevere supporto da parte dei professionisti di un servizio alla persona accogliente e sollecito.

I risultati attesi per le persone con malattie mentali devono includere le aspirazioni e le aspettative condivise da tutti gli esseri umani, non solamente i livelli o gli standard comunemente considerati all’interno dei servizi alla persona (per esempio stabilità, accettazione, soddisfazione dei servizi); elevate aspettative dovrebbero essere la norma per tutti e non riservate esclusivamente a coloro che a giudizio degli operatori hanno raggiunto un certo stadio o fase nel recupero/recovery; al livello della vita quotidiana la maggior parte di  noi desidera lo stesso genere di cose; rapporti umani durevoli e profondi, opportunità di essere membri della comunità, sicurezza economica, sono aspettative ragionevoli per ognuno, senza riguardo per quanto disabilitante o severa possa essere la propria condizione.