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Costituita l’Associazione Sportivo Dilettantistica PERCORSI

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Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”

Eunice Kennedy, Chicago 1968

E’ questo che lo spirito che deve pervadere ogni atleta in tutte le discipline sportive, è questo lo spirito che deve animare tutti i membri della nostra associazione ASD PERCORSI, sia che gareggino sia che collaborino all’organizzazione delle attività sportive.
Per attività sportiva possiamo intendere qualunque forma di pratica motoria, dallo sport agonistico alla psicomotricità, dai gruppi socio-educativi alla riabilitazione riconoscendo ad ognuno di questi elementi la legittimità delle proprie caratteristiche e riconoscendo altresì l’importanza di una sempre maggiore integrazione dei disabili nelle realtà sportive per tutti , in quanto fonte di ricchezza per tutti noi che nel confronto con la diversabilità possiamo trovare occasione di crescita e di concreta condivisione, nonché di allargamento dei personali punti di vista e dei mondi possibili.

“L’attività fisica non produce esclusivamente un benessere fisico. Non si ottimizzano soltanto le capacità motorie. È importante rilevare, infatti, che in persone con disabilità di tipo mentale, è possibile favorire attraverso l’attività motoria lo sviluppo delle capacità logiche ed intellettive. Sviluppo di potenzialità individuali, incremento di capacità ed acquisizione di abilità, integrazione in contesti di vita ricchi di relazioni significative, rendono il ruolo dell’attività motoria e sportiva fondamentale nell’intervento rivolto a soggetti disabili che, in questo modo, hanno la possibilità di trovare elementi di successo e valorizzazione personale, praticando, con alta motivazione e divertimento, un’attività particolarmente benefica. Oltre al miglioramento della forma fisica, allo sviluppo cognitivo conseguente all’apprendimento motorio, alla socializzazione conseguente all’integrazione nel mondo sportivo, vi è un miglioramento dell’autostima. L’attività motoria per la persona disabile è l’esaltazione delle sue, anche se pur residue, capacità e di ciò che sa fare, in un mondo che sempre gli ricorda ciò che non è in grado di essere e ciò che gli manca.”

ASD Percorsi allora come il percorso che ,tutti insieme da 20 anni facciamo per abbattere le barriere del pregiudizio, dell’isolamento e dell’emarginazione, molto più difficili da superare di quelle architettoniche. L’attività sportiva perchè ogni essere umano ha il diritto fondamentale di accedere all’educazione fisica e allo sport, indispensabili allo sviluppo della sua personalità. Attività sportiva che si trasforma in un mezzo , un valore aggiunto, che ci permette di riunire,sullo stesso campo, l’abile e il diversamente abile per costruire insieme il benessere collettivo e la salute come bene comune.

" Trent' anni fa dicevano che non eravate in grado di correre i 100mt.

Oggi, voi correte la maratona.

Trent' anni fa, dicevano che dovevate rimanere chiusi negli istituti.

Oggi siete di fronte alle televisioni di tutto il mondo. “

STORIA DELLO SPORT PRATICATO DA DISABILI - Lo sport per disabili affonda le radici in Gran Bretagna, nell'ospedale di Stoke Mandeville (Aylesbury), vicino Londra, grazie alla lodevole opera di Sir Ludwig Guttmann, neuro¬chirurgo, direttore di quel centro di riabilitazione motoria. Il centro fu aperto il 1 febbraio 1944, durante la seconda guerra mondiale, ed i primi paraplegici a cimentarsi nelle varie discipline sportive furono giovani appartenenti alle forze armate britanniche, portatori di lesioni midollari per cause belliche.
Ludwig mise a punto con enorme determinazione dei programmi d’allenamento per disabili rivoluzionari, rendendone partecipi tutti i pazienti che si introducevano al suo centro. Grazie allo sport i pazienti paraplegici del Dr. Guttmann (definito da Papa Giovanni XXIII "il De Coubertin dei disabili") cominciarono a potenziare la muscolatura delle braccia e delle spalle, pervenendo lestamente a risultati per l’epoca stupefacenti.
Per di più lo sport, aiutando ad acquisire equilibrio ed abilità motorie nell'uso della sedia a rotelle, consentiva a questi paraplegici di servirsi più efficacemente di tale mezzo di locomozione nella normale vita di quotidiana. L'iniziativa del Dr. Guttmann ebbe le sue conseguenze positive che in un certo senso cambiarono la storia. Il 28 luglio 1948, infatti, si tennero i primi Giochi di Stoke Mandeville per atleti disabili, cui parteciparono sportivi handicappati, ex membri delle Forze Armate britanniche. Da lì a poco sarebbe stato un succedersi di manifestazioni sportive a loro dedicate. In occasione delle Olimpiadi di Roma ’60 si eressero le basi per disputare in futuro dei Giochi Olimpici per handicappati, paralleli ai Giochi per normodotati. Nel ’64 a Tokyo nascevano ufficialmente le ParaOlimpiadi. Attualmente gli sportivi handicappati praticano le seguenti discipline: automobilismo, atletica leggera, badminton, bocce, bowling, calcio, canoa, ciclismo, curling, ginnastica, equitazione, goalball, judo, lotta, nuoto, pallacanestro, pallanuoto, pallavolo, pattinaggio, pesca sportiva, scherma, sci alpino, sci nautico, slittino, sollevamento pesi, tennis da tavolo, tiro a segno, tiro con l'arco, vela. In Italia queste attività sono gestite e coordinate dalla Federazione Italiana Sport Handicappati (disabilità psichiche e motorie), fondata nel 1980, dalla Federazione Italiana Ciechi Sportivi (atleti non vedenti), fondata nel 1980, e dalla Federazione Italiana Sport silenziosi (atleti non udenti), fondata nel 1929. Dal 1990 tali Federazioni sono rappresentate presso il CONI da un organismo unitario, denominato Federazione Italiana Sport Disabili.
(di Alberto Sigona - del 2009-07-14)

LA PRESIDENTE ASD PERCORSI

Prof.ssa Teresa Cilli