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Sbatti il Volontariato in Prima Pagina ovvero un Bignami di Comunicazione per il Non Profit

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Presentazione - IL DOVERE DI COMUNICARE

Una delle esigenze maggiormente sentite dal volontariato non è solo quella di relazionarsi con i destinatari delle proprie azioni, bensì quella di promuovere, sul territorio, nuove energie utili ad aumentare il capitale sociale.
In un tempo come l’attuale, in cui ogni linguaggio si è modificato e spesso omologato ai mezzi di comunicazione di massa e in cui i mezzi di comunicazione di massa saturano le capacità di ascolto, si manifesta la necessità di modalità innovative che possano catturare l’attenzione dei vari portatori di interesse. E' sempre più richiesta l’acquisizione di  tecniche  che,  assumendo  esse  un  carattere  professionale,  spesso  il  volontariato sembra rifiutare. La sua missione di servire a sostenere le fasce più deboli genera il timore che uscire dal proprio silenzio operoso faccia perdere quel valore di gratuità e testimonianza che lo caratterizza.
Purtroppo non è così. O meglio non è sufficiente se si vogliono raggiungere col proprio messaggio pubblici diversi al fine di sensibilizzare, acquisire nuove forze volontarie, risorse utili al raggiungimento degli obiettivi.

Occorre anche non dimenticare la grande responsabilità che fa del volontariato uno dei motori principali di coesione sociale e che impegna pertanto volontari ed organizzazioni di  volontariato  a  rendere  trasparente,  attiva,  propositiva  e  spesso  critica  la  propria azione volta ad assumere, quando necessario, un ruolo politico alto capace di dare voce ai diritti degli esclusi.
Un’azione che non si limita alla denuncia o all’assistenza, ma si propone in un costante accompagnamento dei più deboli fino alla soglia della loro raggiunta autonomia.

Ecco allora che il volontariato può diventare oggetto di cambiamento. Viverlo e farlo vivere  nella  sua  originalità  che  non  offende  e  non  colpisce,  ma  testimonia  appunto attraverso la gratuità ovvero l’interesse esclusivo dell’altro, diventa un dovere sociale.
Un dovere ineludibile per chi si avvicina all’altro condividendone i bisogni, e che rifiuta il pietismo inefficace di chi ritiene che più di tanto non si possa fare. Può uno strumento di lavoro, così come l’acquisizione di tecniche comunicative efficaci, aiutare tutto ciò?
Forse un Centro di Servizi, come VOLABO, può non essere sufficientemente convincente, pur attraverso la bravura dei propri operatori, così come la sollecitazione convinta che personalmente vorrei imprimere.
Vorrei allora concludere con un richiamo ad una lettura attenta di un testo straordinario dal titolo significativo “Salvare una vita si può”. L’autore - Peter Singer, docente di Etica Pratica- pone in rilievo come conoscenze, strumenti e risorse per sconfiggere l’estrema povertà nel mondo, ci siano. Quello che spesso manca è la nostra volontà anche ad impegnarsi, non solo in una scelta precisa ma anche in una comunicazione efficace, capace  di  assumere  una  forza  di  trascinamento  eccezionale;  e  ne  offre  mille  e  più esempi che vanno dai comportamenti dei singoli alle campagne organizzate.
Se è questo il vero scopo del volontariato allora il nostro contributo, pur nei suoi limiti, ha un senso e acquista un valore eccezionale se, anche con poco, entreremo in questo spirito.

Pier Luigi Stefani - Presidente di VOLABO - Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Bologna

Commenti

Parole Santissime

Un piccolo brano sintetico e impeccabile di una persona che è evidente come conosca profondamente dall'interno il mondo del volontariato; diciamo che la sintesi ancora più estrema del concetto è questa: il rifiuto di tecniche professionali e aziendali contribuisce al perpetuarsi di azioni di mera denuncia o assistenza, che, non proponendosi un costante accompagnamento dei più deboli fino alla soglia della loro raggiunta autonomia, accettano il pietismo inefficace di che ritiene che più di tanto non si possa fare; un pò come se l'accettazione di ruoli dinamici e anche modicamente competitivi snaturasse l'atmosfera paternalistica che appare intrinsecamente connaturata alla tutela dei deboli.

meglio di così non ci si può esprimere!