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Dipartimento di Salute di Enna – Definizione di Piano Terapeutico Individualizzato e Partecipazione

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(Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2019)

Scarica CARTA DEI DIRITTI E DEI DOVERI DELLA PERSONA UTENTE

PIANO TERAPEUTICO INDIVIDUALIZZATO (P.T.I.)  E PARTECIPAZIONE

 La persona utente in carico ai servizi del D.S.M. ha diritto ad un Piano Terapeutico Individualizzato (P.T.I.), come prescritto dal Piano strategico per la salute mentale, di cui al Decreto dell’’Assessorato Regionale della Salute 27.04.2012.

Il P.T.I. è il progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato, definito dall’équipe curante del Servizio del D.S.M., in stretto raccordo con i servizi sociali del Comune e prevede anche il coinvolgimento attivo del privato sociale (associazioni di  familiari e di volontariato ed imprese sociali). Esso mira al riconoscimento del ruolo di protagonista attivo della persona in carico nei processi di terapia e riabilitazione che la coinvolgono e la sua partecipazione alla definizione degli obiettivi e degli strumenti d’intervento, a garantire il coinvolgimento della comunità locale nelle sue varie componenti  in tutte le fasi del percorso diagnostico-terapeutico-riabilitativo e sostenere la sua capacità di scelta e di decisione per favorire al massimo livello possibile l’inclusione sociale nell’ambiente abituale di vita nelle sue varie forme, in primo luogo familiare, scolastico e lavorativo.

In tal senso, il P.T.I è lo strumento che rende chiaramente visibili e condivisi le aspettative e l’impegno reciproco dei diversi protagonisti nel percorso terapeutico-riabilitativo: persona in carico, équipe curante, familiari e/o tutori e/o amministratori di sostegno, ma anche gli altri soggetti istituzionali esterni ai servizi del D.S.M.

Come si legge nel Decreto appena accennato “spetta al D.S.M. elaborare metodologie che siano di sostegno allo sviluppo ed alla fornitura di servizi sanitari e socio-sanitari integrati ed alla creazione di una rete di connessione distrettuale. Il servizio pubblico si confronta con il privato sociale e imprenditoriale, costruendo cogestione sui progetti terapeutici individualizzati e sui servizi socio-sanitari distrettuali, che prevedono la corresponsabilità anche della municipalità, con la partecipazione diretta dei protagonisti destinatari dei servizi, delle famiglie e del mondo associativo e del volontariato”.

Al riguardo, i servizi del D.S.M., a livello di Distretto, programmano incontri con i servizi sociali dei Comuni per la verifica e la valutazione continua dei P.T.I. e per il coordinamento delle attività relative, secondo periodicità e modalità concordate tra i Responsabili relativi, sulla base dei bisogni che vengono rilevati.

“Il Progetto Terapeutico Individualizzato (P.T.I.) si realizza attraverso il budget di salute, sarà finanziato dall’Azienda sanitaria per la componente sanitaria e dagli enti locali per la componente socio-sanitaria, con la compartecipazione dell’utenza come previsto dalla normativa vigente”.

I Servizi del D.S.M. e i Servizi Sociali del Comuni continuano ad attivarsi in tutti i modi per utilizzare le limitate risorse economiche e umane disponibili secondo le attuali disposizioni normative regionali e le prassi cocostruite nel tempo e abbastanza consolidate, di volta in volta tradotte, in relazione ai servizi erogati alle singole persone utenti ed ai relativi impegni delle risorse finanziarie e umane, in appositi atti deliberativi che hanno impegnato e impegnano il D.S.M. e i suoi servizi per la competenza sanitaria e i Comuni e i propri servizi sociali per la competenza socio-assistenziale. In questo senso, l’adesione di tutti i Comuni dell’A.S.P. di Enna al Comitato zonale per la Salute Mentale e l’approvazione unanime del Piano di azione locale per la Salute Mentale di tutti i soggetti istituzionali e, quindi, anche dei Comuni, costituiscono un’indubbia conferma delle positive e costruttive collaborazioni instauratesi negli anni, per garantire risposte integrate ai complessi bisogni di salute delle persone utenti e dei familiari in carico ai servizi del D.S.M. e ai servizi sociali dei Comuni.

Procedure più definite verranno concordate e approvate, secondo modalità operative concertate in sede di Comitato zonale per la Salute Mentale, non appena la Regione Siciliana emanerà le norme relative all’integrazione socio-sanitaria e, quindi, alla regolazione dei rapporti tra A.S.P. ed Enti Locali (Comuni, Distretti Socio-Sanitari), in attuazione del

Piano strategico per la salute mentale, con l’assegnazione di fondi specifici per finanziare i budget di salute e per consentire, quindi, l’ampliamento e il miglioramento qualitativo dell’offerta dei servizi alle persone utenti, non soltanto sul versante dei servizi residenziali gestiti dal privato sociale e dal privato, ma anche dei servizi domiciliari e comunitari nelle loro varie forme per favorire l’inclusione scolastica, sociale e lavorativa.

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