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Modello: il ciclo del benessere mentale – Piano d’azione per la salute mentale 2013-20 – W.H.O.

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(Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2018)

O.M.S.

Il gradiente sociale nei disturbi mentali e il grado di benessere mentale evidenziano come la salute mentale sia direttamente collegata alle condizioni materiali in cui vivono le persone. Fattori quali la povertà, la disoccupazione, ambienti di lavoro inadatti, abitazioni fatiscenti e un’istruzione scolastica insufficiente si ripercuotono negativamente sul benessere, oltre ad aumentare in maniera significativa il rischio di disturbi mentali.
Inoltre uno stato di scarso benessere mentale e l’appartenenza a un ceto sociale basso sono entrambi associati in maniera indipendente a fattori come alimentazione squilibrata, tabagismo, alcolismo, dipendenze e violenza.
L’incidenza dei disturbi mentali aumenta a causa di tali fattori di rischio. Il deterioramento della salute mentale contribuisce a risultati meno soddisfacenti in pressoché tutti gli ambiti della vita e acuisce spesso le disparità, perché le fasce più deboli sono anche quelle più esposte alla malattia mentale e a un minore benessere mentale.

Quindi, la salute mentale è sia una conseguenza, sia una causa delle ineguaglianze.
Sebbene l’evidenza scientifica suggerisca la presenza di un legame tra le circostanze di vita e gli esiti della salute mentale a livello di popolazione, la questione è più complessa nel singolo individuo. A livello individuale subentrano infatti altri fattori, come l’età, il genere, la personalità e la resilienza, che esercitano un forte influsso sul benessere mentale. Esistono persone che danno prova di una notevole resilienza e riescono a mantenere la salute mentale e vivere bene nonostante i problemi e le situazioni di svantaggio che si trovano ad affrontare, mentre altre persone sono colpite dal disagio mentale pur vivendo in condizioni più favorevoli. Tra i compiti che ancora rimangono da affrontare, c’è quello di capire perché alcune persone vivono bene mentre altre stentano, e perché alcune persone sono più propense ad assumere comportamenti a rischio di altre.
È importante osservare che i problemi di salute mentale e di salute fisica hanno in comune alcuni comportamenti e fattori di rischio come l’alcolismo, il tabagismo e la violenza. Questi sono infatti associati sia a disturbi mentali come la depressione, la psicosi e il suicidio, sia all’incidenza di malattie non trasmissibili come le patologie cardiovascolari, i tumori, l’asma e il diabete. Le malattie non trasmissibili sono a loro volta un grave fattore di rischio per i disturbi mentali e la prevalenza di tali disturbi è associata ai tassi di mortalità delle malattie non  trasmissibili.

A questo punto è palese che la salute mentale e la salute fisica debbano essere considerate un tutt’uno.
L’accesso a un’assistenza sanitaria efficace è fondamentale a ridurre la morbilità e la mortalità legate alle malattie non trasmissibili e ai sucidi, rompendo così un circolo vizioso. Sistemi sanitari efficaci lavorano per promuovere la guarigione e la salute, incrementare il benessere e il funzionamento sociale. Esistono tuttavia fattori socio-economici come l’età, il genere, l’orientamento sessuale, il reddito, lo status sociale e l’origine etnica che influiscono su alcuni aspetti del sistema sanitario come l’accesso, la disponibilità di servizi, la loro economicità e qualità, e
l’esito degli interventi. Le persone con problemi di salute mentale hanno difficoltà ad accedere a servizi sanitari di qualità per le cure fisiche o mentali.
Il disagio psichico ha un effetto fortemente negativo su ogni elemento e interazione di questo circolo. I disturbi mentali influiscono sul benessere; le persone colpite da disturbi mentali usufruiscono in minore misura dell’offerta educativa, evidenziano un elevato tasso di disoccupazione con un reddito basso e in genere sono socialmente isolate.

La presenza di disturbi mentali aumenta la probabilità di alcuni comportamenti a rischio: il tabagismo, l’alcolismo, un’alimentazione sbilanciata e la mancanza di esercizio fisico sono molto più frequenti tra le persone con problemi di salute mentale. Una persona con disturbi mentali è esposta a un maggiore rischio di obesità, malattie cardio-vascolari, cancro, diabete e suicidio a causa per esempio delle conseguenze del disagio mentale, di comportamenti a rischio e degli effetti collaterali delle terapie farmacologiche.

Le persone con disagio mentale sono più esposte a violazioni dei diritti umani, sia dei diritti universali che dei diritti specifici delle persone con disabilità. Nella società subiscono il vissuto negativo della stigmatizzazione e della discriminazione, mentre all’interno delle istituzioni possono essere vittima di abbandono e maltrattamenti.

La presenza di un disturbo mentale può ridurre l’accessibilità, l’erogazione e la qualità dei servizi nel settore pubblico e privato, provocando maggiore sofferenza, esclusione, morbilità e mortalità. Tuttavia l’evidenza scientifica di cui disponiamo oggi consente di programmare interventi volti a prevenire, alleviare e perfino compensare questi effetti dannosi e indesiderabili.

Scarica “Piano d’azione per la salute mentale 2013-20 – W.H.O”

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