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Aziende “Non Profit” a confronto con il “Sistema Qualità”

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(Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2018)

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Anche per il Terzo settore occorre indagare su quelli che sono i fattori strategici di successo, di fronte ad utenti/consumatori sempre più attenti ed esigenti: la risposta, ancora una volta mediata dal Mercato, è la Qualità, concetto per nulla implicito in una realtà operativa aggettivata “sociale” e tema di gran rilevanza per tutto il mondo produttivo.

Gli obiettivi principali perseguibili con la scelta della Qualità Totale sono la qualità in tutta l’azienda ed il miglioramento continuo, azionabili grazie alle seguenti leve introduttive e di mantenimento:

– massima attenzione nei confronti dell’utente/cliente, perché la comprensione e la miglior soddisfazione possibile dei suoi desideri si traducono in profitto e lavoro;
– impegno del management per diffondere in azienda la cultura della qualità;
– logica del “bottom-up”, ovvero, promozione a tutti i livelli della gerarchia aziendale di corsi formativi e di addestramento alla qualità;
– divieto di stringere accordi collaborativi con imprese prive di etica, professionalità e approccio alla qualità;
– gestione per processi, unica modalità operativa in grado di favorire proficue interrelazioni fra colleghi, clienti e fornitori, a vantaggio della qualità aziendale complessiva;
– cura dei rapporti con i fornitori, onde evitare di compromettere gli equilibri aziendali;
– adattamento dei modelli sulla qualità alle caratteristiche proprie dell’impresa ed alla realtà economico-sociale del paese di appartenenza;
– responsabilità sociale, istanza ineludibile di fronte a sempre più attente prese di coscienza e denunce da parte degli utenti dei disservizi nella sanità, nell’istruzione, nei trasporti, nell’esercizio di attività illecite, perché portate avanti senza rispetto per l’ambiente, la sicurezza e salute sul lavoro e, più in generale, calpestando i diritti dei soggetti economicamente più deboli.