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Il Bilancio Sociale nell’ambito del Non Profit

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(Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2018)

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Il primo atto del processo di bilancio sociale consiste nel far emergere l’identità distintiva dell’ente, che non è statica, ma è strettamente connessa ai programmi di governo ed ai sottostanti valori, in linea con l’approccio metodologico al bilancio sociale prima descritto. In questa prima parte del bilancio sociale sono rese esplicite le caratteristiche peculiari che contraddistinguono un ente da un altro. Ne costituisce momento qualificante l’individuazione dei valori guida assunti dall’ente per orientare in modo coerente, insieme alla sua missione, il disegno strategico adottato e quindi le linee politiche e le scelte d’intervento.

In particolare, l’identità distintiva si articola nei seguenti aspetti:
  • la storia
  • lo scenario di riferimento
  • i valori peculiari condivisi
  • la missione
  • il disegno strategico
  • l’assetto organizzativo
  • gli aspetti qualificanti del piano programmatico
Nella definizione dell’identità distintiva, considerata la notevole varietà di figure giuridiche rientranti nell’ambito del non profit, assume rilievo l’analisi preventiva delle caratteristiche e delle finalità istituzionali dell’ente, da cui discende l’individuazione delle diverse tipologie di stakeholder con cui esso si confronta.
Particolare significato è da attribuire all’esigenza metodologica di esplicitare, in questa sezione del bilancio sociale, non solo i programmi a breve termine, ma anche gli obiettivi di medio-lungo periodo, ovvero la cosiddetta mission aziendale, o ruolo; ciò comporta per l’ente non profit uno sforzo supplementare di pianificazione delle attività secondo criteri simili a quelli delle imprese for profit, creando i presupposti per assicurare il buon funzionamento dei sistemi informativi e del controllo di gestione (impulso al processo di aziendalizzazione).
La formalizzazione e condivisione delle strategie a tutti i livelli dell’azienda e la loro diffusione all’esterno, costituiscono un importante tassello del processo di coinvolgimento degli stakeholder nella vita dell’azienda e al tempo stesso fonte di motivazione per coloro che, dipendenti e volontari, svolgono le attività necessarie per il conseguimento dei fini istituzionali.
La flessibilità della metodologia utilizzata (Principi GBS), consente la realizzazione del bilancio sociale per tutte le principali figure di enti non profit pubblici e privati, quali:
  • Enti pubblici:

    • Enti di governo superiore (Stato e Regioni)

    • Enti Locali (Provincie, Comunità Montane, Comuni)

  • Enti pubblici non economici

    • Associazioni e Consorzi di Comuni

  • Enti non profit:

    • Associazioni (riconosciute e non riconosciute)

    • Comitati

    • Fondazioni

Altri enti non commerciali (IPAB, Enti e a ssociazioni religiose, organizzazioni di volontariato, ONG, associazioni di promozione sociale, associazioni sportive dilettantistiche, CRAL, Partiti politici, Pro-loco, ecc.