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Elevate aspettative per il Recupero/Recovery sono la norma

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(Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2017)

 

La visione della pianificazione centrata sulla persona e dell’autodeterminazione è, e dovrebbe rimanere, il perseguimento di un ideale ambizioso ma che è, ironicamente, basato semplicemente sul conseguimento di obiettivi che sono universali nella tipica esperienza umana; obiettivi che valorizzano la nostra comune umanità, le nostre comuni aspirazioni e sogni, ed il nostro comune senso di responsabilità rivolto al divenire membri attivi della società.

Porre in alto l’asticella vuol dire focalizzarsi su scelta e controllo; avere relazioni significative e durature; libertà, salute, sicurezza e posti decenti dove vivere; sicurezza economica, opportunità di essere membri della comunità e di dare ad essa un contributo; e di ricevere supporto da parte dei professionisti di un servizio alla persona accogliente e sollecito.

I risultati attesi per le persone con malattie mentali devono includere le aspirazioni e le aspettative condivise da tutti gli esseri umani, non solamente i livelli o gli standard comunemente considerati all’interno dei servizi alla persona (per esempio stabilità, accettazione, soddisfazione dei servizi); elevate aspettative dovrebbero essere la norma per tutti e non riservate esclusivamente a coloro che a giudizio degli operatori hanno raggiunto un certo stadio o fase nel recupero/recovery; al livello della vita quotidiana la maggior parte di  noi desidera lo stesso genere di cose; rapporti umani durevoli e profondi, opportunità di essere membri della comunità, sicurezza economica, sono aspettative ragionevoli per ognuno, senza riguardo per quanto disabilitante o severa possa essere la propria condizione.

Cosa significa in pratica?

  • – Non accontentarsi di scopi ed obiettivi di stabilità, ma invece lavorare con le persone in maniera condivisa per esplorare qualcosa nella loro vita che gradiscano di veder cambiare o migliorare;
  • – Fissare mete e definire obiettivi che emergano dalle speranze e dai sogni delle persone; le affermazioni di obiettivo non siano scontate come “irrealistiche” ma siano considerate come riflesso di ambiziose aspettative di recupero/recovery e come opportunità per ispirare speranza; anche se tali obiettivi possono essere frammentati in molti più piccoli e modesti obiettivi.
  • – Gli obiettivi cambiano nel tempo, riflettendo cambiamenti di aspettative e di circostanze; spesso i tempi dei piani vengono estesi per mesi od anni, senza riflettere su quello che sta funzionando e quello che non lo sta facendo e sulla necessità di dover rivedere la misura degli step;
  • – Un obiettivo che non è raggiunto può costituire la opportunità di discutere su quello che è successo, su quello che è andato storto, su quello che potrebbe essere un differente approccio a supporto del desiderio di cambiamento; questo ha l’effetto di continuare ad inspirare speranza, così come un obiettivo mancato venga utilizzato come occasione per condurre un gruppo o una sessione di brainstorming, non per punire o far vergognare.

Tratto ed adattato da: J. Tondora e altri – Partnering for recovery in mental health – A practical guide for person-centered planning – Wiley 2014 – Pag. 33

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