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Focalizzare il trattamento e la pianificazione su obiettivi di vita scelti dalla persona

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(Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2017)

Il piano in sé stesso non è l’obiettivo, anche se è sfaccettato, pertinente alla cultura individuale e diretto dalla persona o dalla famiglia; piuttosto il piano è un percorso verso una vita integrale che comporti rispetto verso gli altri, opportunità e scelte significative, responsabilità personale, presenza e partecipazione a scuola come nella comunità, supporti auto-determinati.

—Jonikas and colleagues

Correntemente è atteggiamento comune, quando ci si impegna nella pianificazione, focalizzarsi per lo più o esclusivamente sulla riduzione dei sintomi tramite la somministrazione di un trattamento clinico professionale; se è vero che questi interventi continuano ad essere una parte importante del progetto di trattamento complessivo, la Pianificazione Centrata sulla Persona si focalizza anche sul conseguimento di obiettivi di vita in senso lato che la persona decide essere importanti per sé stessa.

Aree come la salute fisica, la famiglia e le relazioni sociali, l’impiego, la formazione, la genitorialità, la spiritualità, l’alloggio, lo svago, i servizi alla comunità e la partecipazione civica, vengono esplorate a meno che la persona non le abbia designate come prive di interesse.

In aggiunta gli interventi clinici vengono correlati direttamente al conseguimento degli obiettivi, in un modo che sia trasparente all’individuo e combinato con altri supporti flessibili se necessari; se l’obiettivo della persona è avere una promozione sul lavoro o una audizione per rappresentare una parte in una produzione teatrale, la stessa dovrebbe ricevere un trattamento e dei supporti che promuovano l’ottenimento di tali obiettivi personali; nel supporto alla determinazione di cosa sia importante per la persona viene impiegato un operatore esperto; per esempio uno psichiatra o un operatore-infermiere potrebbe essere colui che considera le necessità mediche per comprendere gli obiettivi individuali ed in quale modo assumere medicamenti possa aiutare od ostacolare gli sforzi di raggiungere tali obiettivi; invece che semplicemente assumere che siccome la persona è malata ha bisogno per forza di assumere il medicamento e quindi occorre scrivergli la prescrizione, il medico coinvolge la persona in un processo di Presa di Decisione Condivisa nel quale la persona stessa possa assumere decisioni informate riguardo il proprio trattamento.

Prescrivere medicamenti in questa modalità spesso va oltre la semplice scrittura di una ricetta; obiettivi relativi all’impiego potrebbero richiedere modifiche negli schemi delle prescrizioni in modo da promuovere il massimo dell’energia e del funzionamento cognitivo in determinate ore del giorno; il team di trattamento potrebbe aver bisogno di discutere insieme alla persona riguardo il modo in cui i sintomi e/o gli effetti collaterali delle medicine impattano sulle prestazioni lavorative e di dedicare sessioni di brainstorming a definire strategie personalizzate di gestione dei medicamenti.

Se desiderato dalla persona, il team potrebbe anche dare il contributo della propria specifica esperienza professionale nell’offrire consulenza al datore di lavoro riguardo il contesto ambientale del posto di lavoro che potrebbe potenziare le performance della persona e le possibilità di successo; questo esempio evidenzia come la Pianificazione Centrata sulla Persona insista nell’uso dei medicamenti allo scopo di promuovere il massimo di efficienza nel posto di lavoro, invece di usarli come di solito allo scopo di ridurre i sintomi; combinato con altri supporti flessibili, ognuno di tali interventi può essere un componente importante nel corso del processo di Pianificazione Centrata sulla Persona.

Cosa vuol dire questo in pratica?

  • – Focalizzare gli obiettivi, quando questo sia preferito dalla persona, su aree di qualità della vita come: lavoro, alloggio, amicizie e così via;
  • – Gli interventi siano collegati strettamente all’ottenimento di obiettivi, creando nel piano una narrativa coerente in modo che possa servire ad aiutare la persona ad approcciarsi a operare cambiamenti nella propria vita;
  • – I progressi siano misurati non soltanto monitorando i risultati clinici (per esempio il tasso di ospedalizzazione) ma anche i risultati considerati significativi da parte della persona in fase di recupero/recovery.

Tratto ed adattato da: J. Tondora e altri – Partnering for recovery in mental health – A practical guide for person-centered planning – Wiley 2014 – Pag. 38

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