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La Regione Abruzzo dimentica i servizi Asl per la Salute mentale — Lettera dell’Associazione a "Il Centro"

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(Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2018)

L’Associazione Percorsi si occupa esclusivamente degli interessi dei pazienti psichiatrici, sono nostri figli e nostri familiari. La gestione regionale dei servizi e dei costi della sanità in generale, e della salute mentale in particolare, ha portato la Regione al commissariamento. I servizi territoriali e la loro organizzazione, le residenze riabilitative e residenziali, costituiscono l’essenza della Salute Mentale che incide, complessivamente, per il 5% della spesa totale della sanità regionale. La Salute Mentale Abruzzese occupa gli ultimi posti nella classifica nazionale, è carente nell’organizzazione dei pochi servizi territoriali, ha un numero eccessivo di posti letto in riabilitazione concentrati in due cliniche, ha costi esorbitanti e squilibrati a favore della residenzialità. Queste constatazioni hanno promosso l’intervento della commissione parlamentare presieduta dal Senatore Marino, che si è occupata della gestione delle residenzialità e l’intervento della Magistratura, che si è occupata della gestione contabile amministrativa. È stato nominato un sub-commissario alla salute che, nello specifico della Salute Mentale, ha presentato una soluzione sul fabbisogno e sulla distribuzione territoriale dei posti letto in riabilitazione psichiatrica e in posti letto in residenzialità, tale da creare equità nella distribuzione nei territori e risparmi notevoli nei costi complessivi, coerente con il Progetto Obiettivo Nazionale e con le lotte decennali portate avanti da noi familiari.

 Il testo non è stato ancora approvato dopo circa 10 (dieci) mesi. Si vogliono accreditare posti letto in riabilitazione psichiatrica, come nel passato, prevalentemente a Villa Pini e Villa Serena. Noi chiediamo al presidente Chiodi di non effettuare questi accreditamenti per non ricreare le condizioni che hanno portato la Salute Mentale alla situazione precedente insostenibile, ovvero agli interventi esterni di Commissione parlamentare, Magistratura e commissario. Avevamo proposto di responsabilizzare i direttori dei Dsm (Dipartimento salute mentale), quali medici e psichiatri, che curano e riabilitano i pazienti e si occupano dei loro interessi, anche sociali, mettendo a loro disposizione il fabbisogno del 5% del budget regionale proporzionale al numero di abitanti del Dsm, dando loro il compito di presentare un puntuale progetto di utilizzo delle risorse assegnate, dell’organizzazione gestionale e controllo dei servizi territoriali, della cura, della riabilitazione e delle residenzialità. I direttori generali delle Ausl siano controllori severi in tempi congrui, avvalendosi della informatizzazione, pronti a interventi finalizzati perfino all’esclusione dalle funzioni dei direttori dei Dsm inadempienti. Può essere un progetto pilota, interessando solo il 5% del budget della sanità regionale, non conosciamo altri interessi ostativi che lo impediscano e che non mettano al primo posto la persona “paziente”.

 Entro il 30 marzo 2013 è stata decretata la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, la responsabilità passerà alla Salute Mentale e saranno stanziati finanziamenti per il personale e per le strutture. Visti i tempi strettissimi invitiamo Chiodi a un intervento urgente nel farsi assegnare le risorse, affinchè in Abruzzo il Decreto sia applicato puntualmente. I Dsm che avranno la responsabilità esclusiva della cura, riabilitazione e custodia dei pazienti dimessi dagli O.P.G. devono disporre, alla data indicata, di personale e strutture per la presa in carico. Il rischio di ritardi comporterebbe la persistenza della situazione attuale con interessi sicuramente non dei pazienti ricoverati.

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