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L’Associazione "Percorsi" propone delle linee guida a favore del processo di Recovery

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(Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2018)

Le dolorose esperienze vissute dai nostri cari e dai familiari, le sterili, costose e talvolta anche umilianti peregrinazioni alla ricerca della cura giusta che mettesse fine o riducesse in qualche modo l’angoscia continua, l’approdo fortunato ed efficace poi, ma purtroppo anche tardivo, in alcuni e non in tutti i Centri di Salute Mentale,  ci hanno indotto a maturare delle convinzioni ed a proporre agli Enti preposti, Ministeri, Regioni, Aziende Sanitarie, Comuni,  progetti di riabilitazione ed in generale punti di vista e trasferimenti di esperienze quotidiane.

La nostra Associazione di familiari “Percorsi”, ormai forte della sua attività di più di 19 anni in tutto il territorio abruzzese e di partecipazione al direttivo UNASAM  nazionale che raggruppa la maggior parte delle Associazioni italiane,  dopo i risultati ed i successi ottenuti con le nostre iniziative, riconosciute come  valide dal punto di vista riabilitativo dalla Regione e da diverse ASL, riassume quanto detto nei seguenti punti e formula quindi le seguenti proposte:

1°) Una  Presa in Carico dell’utente. Tale  mancanza da parte dei servizi pubblici, l’abbandono, anche se solo dopo il blocco di un progetto per mancanza di fondi, la conseguente istituzionalizzazione della persona con sofferenza mentale, spesso in residenze, sono la principale causa di cronicizzazione e di invalidità e, in definitiva, di una spesa per la collettività notevolmente superiore a quella necessaria per un sistema bene organizzato di prevenzione e di presa in carico territoriale e domiciliare, di inclusione sociale e lavorativa e di sostegno alle famiglie.

Quindi, la Presa In Carico deve dimostrare di essere:

  1. Precoce il più possibile, grazie anche ad una campagna di sensibilizzazione dei medici di base, dei medici e psicologi della scuola e del lavoro, dei pediatri e della popolazione in generale, che devono tutti essere informati sui segni e sintomi precoci del disturbo ed educati socialmente a ridurre lo stigma. In questo senso, valutare la possibilità  di includere sulle ricette, oltre al nome del farmaco, la dicitura “trattamento riabilitativo”;
  2. continua nel tempo, le interruzioni provocano regressi e cronicizzazioni oltre al riacutizzarsi dei conflitti con le famiglie;
  3. globale rispetto ai diversi momenti della giornata, ogni azione del vivere quotidiano è più o meno un atto riabilitativo e quindi utile al percorso.

2°) La Formazione continua degli operatori. Già operativa per Legge da alcuni anni per l’obiettivo della crescita professionale e dello sviluppo della capacità di lavorare in squadra, deve essere oggi vista come premessa per un salto di qualità verso una formazione “non astratta”, ma agganciata alla realtà pratica, connessa ai bisogni reali dell’utenza.

L’Associazione “Percorsi” ritiene  che i Dipartimenti di Salute Mentale possano attivare importanti risorse  attraverso il Lavoro di Rete, inteso come cooperazione con gli  altri Enti locali del territoriocon i Comuni,  utilizzando le sinergie economiche ed organizzative dei loro  Piani Sociali, con le Province, con le Agenzie per l’Impiego e  le Categorie Imprenditoriali,  promuovendo inserimenti sociali e lavorativi.

In tal senso, l’Associazione è entrata a far parte della Rete, già attivata di recente, dal Prefetto della Provincia di Teramo.

3°) Una verifica  del carico di lavoro in ogni struttura territoriale, per definire il numero e le    qualifiche degli operatori necessari, tenendo presente che nella selezione, oltre alla professionalità,   vanno testati anche la volontà e la sensibilità personale dei candidati, per garantire l’efficacia dell’esito riabilitativo.

4°) Il sostegno economico per la realizzazione di progetti riabilitativi individualizzati, con percorsi strutturati ben precisi, calibrati sulla storia e sui bisogni del singolo utente, progetti finalizzati sempre all’esito biopsicosociale come metodo per aggredire e trattare i disturbi mentali. E’ implicito che i progetti vanno testati e modificati per adattarli al numero e tipologia degli utenti.

5°) Il riconoscimento a livello regionale delle migliori e più efficaci soluzioni riabilitative per la loro riproducibilità in più Aziende Sanitarie.

L’Associazione “Percorsi”, da me rappresentata, chiede, in definitiva, agli Enti preposti quanto esposto e si impegna ad offrire le esperienze già acquisite ed ogni collaborazione, ringraziando tutti gli operatori che, nonostante le difficoltà, perseverano con tenacia ed ottimismo.

Il Presidente regionale

Eugenio Di Caro

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