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“Diritti libertà e servizi verso una conferenza nazionale per la salute mentale”

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Un commento su ““Diritti libertà e servizi verso una conferenza nazionale per la salute mentale”

  1. Qualche parola dall’intervento della Prof.ssa Paola Carozza
    Orientamento alla persona, partecipazione della persona al trattamento e alla erogazione dei servizi, clima orientato alla speranza (Hope), responsabilizzazione non infantilizzazione e dipendenza istituzionale,
    Favorire esperienze di successo e soddisfazione, scelta ed autodeterminazione, flessibilità dei servizi.
    contrastare l’autostigmatizzazione, favorire ripresa di prospettiva e motivazione al cambiamento, transitare da processi cronici a processi evolutivi, riabilitazione che rischia di essere solo un addestramento afinalistico e poco personaliato;
    la organizzazione del lavoro nei servizi si svolge ancora in modalità frantumata, isolata secondo il modello “a canne d’organo” in cui le unità operative lavorano ognuna per conto proprio e i professionisti con comunicano e non si integrano fra loro mettendo al centro il Recovery dell’utente;
    occorre invece passare al modello “matriciale” in cui si superano le divisioni fra le unità del dipartimento di salute mentale e fra dipartimento di salute mentale ed agenzie socio-sanitarie esterne come servizi sociali, cure primarie, per creare un piano di trattamento interdisciplinare ed interservizi centrato sul destinatario ai fini del Recovery;
    Se questo processo non avviene, se i servizi agiscono in modo monadico e solipsistico, il Recovery non può avvenire in quanto esso ha bisogno di un sistema omogeneo e coerente si muove in una unica direzione; direzione di supporto, di incoraggiamento, di speranza, di rinforzo dei successi e revisione delle esperienze negative della persona.

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