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Coinvolgere il paziente e la famiglia nel trattamento

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(Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2018)

La prima maggiore sfida per coloro che guidano la gestione della malattia è quella di coinvolgere i pazienti e le loro famiglie o i loro supporter naturali; lo stigma, il rifiuto, la paura di essere ospedalizzati producono un deprecabile rifiuto di incontrare l’operatore nella peggiore delle ipotesi, una riluttanza nella migliore; il più delle volte l’appuntamento avviene in un pronto soccorso, in un centro di salute mentale, in un reparto psichiatrico ospedaliero, in uno studio privato, in una struttura residenziale comunitaria; l’incontro potrebbe richiedere una trasferta presso il riluttante paziente nella sua casa o in altro locale neutrale che non porti con sé lo stigma di una agenzia per la salute mentale.

In questa fase tutte le vie devono essere battute per trovare un modo di attirare il paziente nel trattamento e nel processo di riabilitazione; se l’operatore tiene a mente che “il paziente sta facendo sempre il meglio che può date le circostanze presenti e quelle passate”, possono essere sviluppate modalità creative per un coinvolgimento di successo. Il punto di partenza più importante è aiutare il paziente a vedere che il focus primario è costituito dai suoi obiettivi e desideri.

Gli obiettivi personali del paziente per una esistenza migliore dovrebbero guidare la conversazione, non i sintomi o i problemi che possono aver portato al contatto. Successivamente l’operatore potrebbe indicare come il trattamento può essere un mezzo per il paziente di ottenere la necessaria assistenza per muoversi in direzione dei propri obiettivi. Questa modalità di condurre il paziente all’interno del trattamento è chiamata Intervista motivazionale.

Si può considerare il coinvolgimento del paziente e della famiglia come un processo in perpetuo svolgimento ove la qualità ed il successo dell’incontro iniziale fa iniziare una relazione terapeutica che ha bisogno di essere costantemente sfamata, nutrita, rinnovata.

Sostenere la alleanza terapeutica

Una transizione graduale e continua dal coinvolgimento allo sviluppo di una alleanza terapeutica faciliterà la progressione del paziente dalla gestione della malattia verso il recupero; anche se gli operatori sono ben addestrati nella fornitura di servizi basati sulle evidenze, essi incontreranno difficoltà nel sostenere la partecipazione dei pazienti e l’aderenza al trattamento a meno che non riescono a stabilire relazioni positive e di fiducia.

Se la relazione terapeutica non è costituita, anche in modalità primordiale, all’inizio del trattamento, perché dovrebbero il paziente e la famiglia ritornare? Che cosa li motiverà a seguire la prescrizione dello psichiatra e aderire alla terapia farmacologica per lungo tempo?

Convogliare aspettative positive, anche se realistiche, di miglioramento dei sintomi, aiutare il paziente a realizzare i suoi obiettivi personali e di recupero sono passi importanti per tutti i membri del team di trattamento, se essi sono coerentemente il risultato del coordinamento del team. Instaurare aspettative positive nel paziente e nelle famiglie include illustrare il fondamento logico alla base della efficacia del trattamento.

Poiché molti pazienti e famiglie parleranno di un pregresso episodio di trattamento con esperienze negative ed infelici, potrebbe essere necessario indicare come il trattamento presente differisca da quelli del passato. Dare un nome ai problemi può essere il primo passo per acquistare controllo su di essi; dunque uno delle funzioni di un credibile fondamento logico di trattamento è di assicurare i pazienti e le loro famiglie che i loro problemi e disturbi sono comprensibili e possono essere trattati efficacemente.

In connessione con una impostazione di aspettative realisticamente favorevoli dovrebbe esservi una chiara descrizione di come il controllo o la rimozione dei sintomi tramite le medicine possano agevolare il passaggio del paziente a realizzare ciò che vuole dalla vita, i suoi obiettivi personali rilevanti.

Quando una positiva logica di trattamento viene comunicata con successo, per mezzo di uno stile interattivo, i pazienti potranno sperimentare una spinta morale, un senso di acquisizione di controllo su sintomi che prima apparivano mistificanti e spaventosi, ed una speranza di recupero

Anche se il paziente ed i membri della famiglia sono desiderosi di avere sollievo dai sintomi disforici ed acquisire un miglior livello di funzionamento, il rinforzo primario nella motivazione alla prosecuzione del trattamento è il sentimento di fiducia, credito, rispetto, comfort nei confronti del clinico.

Ricerche sul trattamento ambulatoriale di pazienti con schizofrenia dimostrano che la alleanza terapeutica è per lo più correlata con la aderenza al trattamento farmacologico e a risultati positivi a lungo termine.

Alcuni dei modi i cui l’operatore può costruire e rafforzare la alleanza terapeutica sono descritti di seguito:

  • – Esplorare empaticamente la visione del paziente circa la propria situazione ed i propri obiettivi esistenziali per il futuro a breve e lunga scadenza;

 – Acquisire una consapevolezza dei problemi ed ostacoli che il paziente percepisce come interferenti nella vita presente e nella conquista di una esistenza migliore;

– Salutare i pazienti con un sorriso amichevole e con un caldo e positivo riguardo; quando si fa ingresso in un gruppo, una attività riabilitativa o una interazione uno-ad-uno, esprimere senza ambiguità, spontaneamente, genuinamente in modo verbale e non verbale il desiderio ed il piacere di essere con il paziente; uno dei modi migliori di contrastare i sintomi negativi è quello di contagiare i pazienti con il proprio entusiasmo, spontaneità ed espressività;

Piuttosto che chiedere: ” Come ti senti oggi?” o ” Come stai oggi?, “o “Hai avuto problemi di recente ? ” sottolineare gli aspetti positivi in un saluto come: “Che cosa hai fatto per te di recente? “Come siete stati bene con voi se stessi nella scorsa settimana? “

  • – Identificare gli specifici ostacoli che il paziente incontra nel seguire le sessioni, rispettare gli appuntamenti o i programmi, quindi aiutare il paziente a superare o compensare tali ostacoli;La accessibilità è solo una vuota parola se l’operatone non assume che i pazienti potrebbero avere di problemi a raggiungere i luoghi ove i servizi sono offerti e le persone che li erogano; alcuni ostacoli a cui è possibile porre rimedio includono: trasporti, cura dei bambini, orario di lavoro, ansia sociale e depressione, spese e costi.

Se il paziente incontra problemi a rispettare i requisiti e le aspettative del trattamento, del servizio o del programma, abbassando temporaneamente le proprie aspettative finchè il paziente raggiunga qualche successo e si senta più a suo agio nel setting riabilitativo; quando il trattamento, i servizi, e i programmi sono personalizzati alle necessità ed abilità di ogni paziente, piuttosto che viceversa, da successo deriverà successo; diminuire le aspettative di trattamento si può fare nei seguenti modi:

  • – Riducendo la frequenza di presenza o la quantità di tempo che la persona ci si aspetta impieghi nel programma;

  • – Riducendo il numero di attività pianificate e prenotate che il paziente dovrebbe frequentare;

  • – Permettendo che il paziente esca dalle attività del programma durante intervalli che offrano opportunità di privacy, movimento, fumo e relax;

  • – Incoraggiando il paziente ad osservare le attività anziché parteciparvi attivamente; l’apprendimento di abilità avviene anche attraverso processi di Social learning o imitative learning anche quando il paziente è spettatore passivo.

  • – Divertendosi con il paziente e fare in modo che la partecipazione al trattamento o programma sia associata con piacere. Questo si può fare modificando in senso umoristico la seriorità della scena del trattamento, come quando una sessione di gruppo viene iniziata con ogni persona e membro dello staff che a turno durante la settimana raccontano una barzelletta; se questo rappresenta un onere troppo grande per alcuni pazienti, si potrebbe fornire una lista di barzellette con cui potrebbero esercitarsi prima di raccontarle di fronte agli altri membri del gruppo.
    Esercizi di riscaldamento, come un semplice ballo, una gara, un esercizio, si possono impiegare per suscitate umorismo e risate; gli operatori potrebbero “uscire dalla routine” con i loro pazienti, per esempio una volta la settimana a rotazione;  momenti come questi servono per “srotolare” e trasformare il canonico ruolo professionista-paziente in un bar, una pizzeria, in un parco o nelle strade della città durante una passeggiata.
    Offrire rinfreschi ai pazienti durante gli intervalli delle attività in programma, può suscitare rilassamento che, a sua volta, viene richiesto come rinforzo in interventi successivi.

  • – Integrando del rilassamento nella sessione di trattamento, nel programma di attività, nella scaletta dei servizi, per aiutare il paziente ad attenuare le esperienze avverse che inevitabilmente insorgono durante il trattamento e la riabilitazione; alcune esperienze avverse riguardano l’ansia sociale o quella di performance, l’insuccesso nel raggiungimento di obiettivi, il dover discutere di crisi e problemi, l’autovalutazione negativa e i momenti imbarazzanti.

  • – Dimostrando la vostra consapevolezza, interesse, e la considerazione per eventi speciali dei pazienti   Ricorrenze possono essere focalizzate su compleanni, anniversari di partecipazione al programma, e “Laurea” nel programma in una condizione più indipendente di vita. Si può interrogare i pazienti riguardo gli anni della loro infanzia, dove e come li hanno trascorsi, ed invitarli a portare fotografie che consentano loro di parlare di esperienze passate, di luoghi visitati, degli amici e la famiglia .

  • – Comunicando il desiderio di sapere il più possibile del paziente, facendo visite in casa, invitando membri della famiglia o amici alle sessioni ove essi interagiscono con gli operatori ad osservare i loro cari partecipare attivamente e ricevere rinforzi per i loro sforzi e organizzando sessioni al domicilio del paziente o nel suo quartiere; questo è particolarmente apprezzato dai pazienti, in quanto indicativo che il terapista vuole fare uno sforzo speciale ed extra per imparare di più su di essi.

  • – Creando e socializzando una regola per cui un paziente in ogni momento e per qualsiasi ragione può prendersi una pausa dalla sessione di trattamento, che sia per andare al bagno o per evadere da una circostanza stressante.

  • – Offrendo assistenza specifica al paziente nelle aree percepite di necessità; per esempio aiutando i pazienti ad ottenere i titoli per essere idoneo a ricevere supporto dal governo; trovando una migliore abitazione, facendo in modo di migliorare i rapporti con la famiglia

Ponete l’accento sulle cose positive e lodate abbondantemente i progressi contingenti, senza curare quanto piccolo possa essere l’avanzamento; trattando il lavoro si dovrebbe pensare come se si indossasse un binocolo per vedere i piccoli e quasi impercettibili segni di miglioramento ed un apparecchio acustico per amplificare i commenti fatti dai pazienti nel descrivere i loro progressi verso gli obiettivi personali.

Il compito del professionista è quello di “cogliere una persona mentre dice o fa qualcosa di normale, buono, adeguato, utile, per se o per gli altri e dire alla persona come voi percepite che quella cosa sia stata fatta”. Quando si usa questo pratico, potente e riutilizzabile intervento, occorre essere genuini e spontanei nel comunicare la lode in un tono di voce caldo e positivo, con il contatto dello sguardo e lodando il comportamento specifico della persona, non la persona in generale.

 

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