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La diagnosi: l’inizio della Gestione della Malattia

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(Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2018)

Solo piccoli progressi si possono fare nella gestione della malattia senza che l’operatore abbia fatto una diagnosi accurata; disporre di una diagnosi accurata permette all’operatore di:

  • Prescrivere una medicazione appropriata per il paziente;
  • Comprendere come personalizzare i servizi psicosociali alla dimensione del paziente in termini di intensità, durata, frequenza;
  • Fare previsioni circa la probabilità che il paziente risponda al trattamento;
  • Orchestrare una educazione appropriata per il paziente e la sua famiglia circa la malattia, il trattamento, la prognosi e le modalità per fare fronte ai sintomi ed alla disabilità;

La diagnosi psichiatrica e la Valutazione funzionale Iniziale determinano il trattamento e la riabilitazione.

La diagnosi si fonda sulla qualità e sulle sorgenti delle informazioni disponibili al diagnostico; sorgenti importanti e spesso trascurate sono la famiglia e chiunque altro abbia rapporti di familiarità col paziente, in particolare quelli che hanno una relazione di lungo periodo col la persona in questione.

Alcuni membri della famiglia tengono diari e registrazioni della malattia e del trattamento che sono molto dettagliati includendo la lista delle medicina e le loro dosi nel tempo, così come effetti collaterali ed efficacia di ogni trattamento; invitare i pazienti, i congiunti ed altri a fornire questo tipo di informazioni funge da auspicio da parte dell’operatore verso gli utenti del servizio a divenire partner attivi nella valutazione iniziale e nel processo del trattamento, laddove facilita lo sviluppo di relazioni terapeutiche.

Un approccio non strutturato e non sistematico alle interviste non produrrà diagnosi accurate ed affidabili.

La semplice richiesta al paziente se abbia esperienza di particolari disturbi elencati nel DSM-V produrrà una sovrastima o una sottostima della presenza di disturbi. Interviste diagnostiche strutturate producenti informazioni di miglior qualità per la elaborazione di diagnosi sono indicate sul sito www.appi.org (American psychiatric publishing).

Fare una diagnosi di schizofrenia, disturbo bipolare, o anche depressione maggiore ricorrente, consegna la maggior parte delle persone ad una intera vita di medicazioni e trattamenti da parte di psichiatri ed altri operatori; vi sono poi altre serie conseguenze, come gli effetti collaterali delle medicine, lo stigma, le reazioni avverse sulla identità personale, le relazioni sociali, gli obiettivi lavorativi. Una diagnosi segue il paziente per tutta la vita, poiché gli operatori successivi tendono a basarsi sulle diagnosi derivate da documenti antecedenti piuttosto che condurre nuove e sistematiche valutazioni diagnostiche.

Quindi la diagnosi di un disturbo mentale maggiore deve essere fatta accuratamente; informazioni sufficientemente descrittive ed esempi specifici di sintomi devono convincere il diagnostico che i criteri relativi ai sintomi sono ancora presenti.

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