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Le quattro fasi canoniche del Recupero familiare – La N.A.M.I. degli U.S.A.

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(Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2018)

Nello sforzo di aiutare gli utenti e le loro famiglie, potrebbe essere utile riconoscere che, come l’individuo con malattia mentale, anche le famiglie potrebbero attraversare un processo di Recovery; un “Recupero Familiare” può essere descritto come un obiettivo essenziale per aiutare le persone con malattia mentale e le loro famiglie; Spaniol e Zipple (1994) hanno formulato il concetto di Recupero Familiare in parallelo a quello di Recupero Individuale; questi due autori hanno identificato quattro stadi nel Recupero della famiglia da una seria e persistente malattia mentale: 1) Scoperta/rifiuto; 2) Riconoscimento/accettazione; 3) Fronteggiamento/competenza; 4) Patrocinio personale/sociale.

Stadio 1: Scoperta/rifiuto

La risposta iniziale ad una severa e persistente malattia mentale può oscillare da una minimizzazione dell’importanza della condizione (“non è poi tanto grave”) ad un attivo rifiuto (“è sono un brutto momento” o “lui/lei sta solo provando delle droghe”). Una carenza di informazioni ed una scarsa comunicazione con i professionisti riguardo quanto sta accadendo, può aggravare la situazione.

Talvolta il modo migliore per descrivere questo stadio è definirlo come una condizione di incredulità.

Stadio 2: Riconoscimento/accettazione

A mano a mano che si diviene consapevoli della gravità della malattia i membri della famiglia possono sperimentare sensi di colpa, imbarazzo, autoaccusa; accettando la realtà della malattia, essi provano un profondo senso di smarrimento; questo senso di smarrimento è spesso reso più difficoltoso dalla natura ciclica della malattia, specialmente nei periodi di miglioramento che possono provocare un ottovolante di ripetute speranza seguite da delusione.

Stadio 3: Fronteggiamento/competenza

Dopo la accettazione la maggior parte delle famiglie schiera le proprie risorse nel tentativo di far fronte alla malattia; le strategie di affrontamento possono essere efficaci o inefficaci, informate dal parere del cosiddetto esperto o scelte da sé; sono disponibili tutta una varietà di approcci scientificamente validati per aiutare le famiglie ad affrontare meglio e a divenire competenti nell’intervento di crisi, nella risoluzione di problemi e nella comprensione della malattia mentale.

Stadio 4 – Patrocinio personale/sociale

Infine molte famiglie raggiungono lo stadio del Patrocinio personale/sociale; questo stadio è caratterizzato dagli sforzi di influenzare il modo in cui il sistema della salute mentale risponde alle necessità dei membri della loro famiglia con malattia mentale e di altre persone nella medesima condizione; questo sforzo di rappresentanza spesso implica tentativi di condizionare la sfera politico-amministrativa attraverso associazioni a livello nazionale e le loro filiazioni locali.

La NAMI (National Alliance for Mental Ill) www.nami.org

I membri della famiglia sono e sono stati i caregiver per la maggior parte delle persone con severe e persistenti malattie mentali; ora negli U.S.A. ed in altri paesi essi sono impegnati in organizzazioni con finalità di patrocinio/rappresentanza; negli Stati Uniti il gruppo di maggior diffusione e successo e la N.A.M.I. (Alleanza Nazionale sulla Malattia Mentale); le attività principali di questa associazione comprendono il reciproco aiuto, la condivisione di informazione, la sensibilizzazione del pubblico, la rappresentanza volta al miglioramento delle amministrazione e della legislazione.

Grazie anche agli sforzi della NAMI, si stanno sviluppando nuove e produttive alleanze fra professionisti e famiglie; queste alleanze si estrinsecano nella forma di rappresentanza delle famiglie in tavoli di consulenza e di amministrazione riguardo i servizi della Salute Mentale, così come di apporti di utenti e familiari nel trattamento, nella riabilitazione, nella ricerca; gruppi di familiari, in particolare della NAMI, sono stati molto attivi nel rappresentare, patrocinare, e raccogliere fondi a favore della ricerca sulla malattia mentale.

La NAMI, nel quadro dei suoi sforzi di formazione e supporto, include un corso educativo “da Famiglia a Famiglia”; questo è, nei fatti, un programma “da famiglia a famiglia” che di solito viene fornito gratuitamente; in un week-end intensivo di training membri di famiglie sono addestrati come insegnanti e facilitatori a fornire educazione e supporto ad altre famiglie; la componente formativa vera e propria consiste in un corso di 12 settimane; un team di due membri copre le seguenti aree concernenti le serie malattie mentali:

  • – Saperne sui sentimenti, saperne sui fatti;
  • – Introduzione alla schizofrenia;
  • – Introduzione alla depressione;
  • – Laboratorio di abilità di problem solving;
  • – Rassegna delle terapie farmacologiche;
  • – “Cosa si prova ad essere malato mentale?”; laboratorio di empatia;
  • – Gruppi i familiari ed auto-assistenza;
  • – Abilità di comunicazione;
  • – Riabilitazione;
  • – Rappresentanza sociale (lotta allo stigma);
  • – Esame finale di certificazione e relativo festeggiamento.

La associazione NAMI ha anche implementato un programma di erogazione di formazione con la partecipazione di membri delle famiglie ed utenti per aiutare a formare i professionisti dal punto di vista della esperienza delle famiglie; inoltre si offre “Proprio secondo Noi” una presentazione da parte di utenti che crea consapevolezza riguardo tutto ciò che riguarda il recupero dalla malattia mentale; dunque la NAMI offre un largo spettro di programmi educativi, come quello “da famiglia a famiglia” o quello “tra utenti pari”; inoltre sono erogati altri programmi organizzati a livello nazionale o regionale e condotti da famiglie e da utenti appositamente addestrati per aiutare a sostenere e fornire supporto ad utenti, famiglie, professionisti.

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