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L’integrazione ed il coordinamento dei servizi sono indispensabili per rafforzare i progressi in direzione del Recupero

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(Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2018)

Nessun trattamento da solo o soluzione rapida è sufficiente di per sé a recuperare stili di vita funzionali e soddisfacenti per le persone con disordini mentali seri e persistenti. Poiché è necessario tutto un armamentario di trattamenti per i problemi multidimensionali che sono connessi con la disabilità, la integrazione ed il coordinamento sono elementi chiave per acquisire il recupero.

Trattamenti farmacologici e psicosociali devono essere integrati a tre livelli: 1) Paziente 2) operatori o team di trattamento del paziente 3) agenzie che somministrano vari servizi nel contesto di un autentico sistema di cura.

Integrazione a livello di paziente

Al livello più semplice, la integrazione potenzia la efficacia del trattamento farmacologico e di quello psicosociale; i pazienti devono essere formati a comprendere come i farmaci ed i trattamenti psicosociali possano essere in mutua collaborazione od in conflitto. Gli effetti collaterali della medicina, come sedazione, tremore, acatisia, possano interferire col trattamento psicosociale. Situazioni come queste richiedono forme di accomodamento, con modifiche nel tipo o nelle dosi della medicazione, con o senza concomitanti cambiamenti nel trattamento psicosociale; d’altro canto una superstimolazione di trattamento psicosociale può portare ad una esacerbazione dei sintomi psicotici o depressivi che può condurre ad una ricalibrazione del trattamento psicosociale e/o ad un aumento nel regime delle medicazioni.

Integrazione a livello di team di trattamento

A livello dello staff di trattamento, la integrazione di procedure terapeutiche multiple è essenziale ai fini di  valutazione iniziale, pianificazione del trattamento, trattamento; una valutazione iniziale corretta è quasi sempre uno sforzo interdisciplinare che deve considerare la storia del paziente, i sintomi, la diagnosi, il funzionamento psicosociale, lo stato cognitivo, le relazioni familiari, il funzionamento nella scuola e nella formazione professionale. Senza una ben integrata, onnicomprensiva, ben studiata valutazione iniziale, ogni piano di trattamento sarà destinato ad essere subottimale.

La integrazione del trattamento a livello del paziente e dello staff diviene una sfida enorme quando un paziente riceve servizi da più di una agenzia. Chi è che si assume la responsabilità specifica di fare coordinamento e comunicare informazioni sulla valutazione iniziale, sul trattamento ed i progressi per le varie agenzie che forniscono servizi come quella per l’abuso di sostanze, quella per la salute mentale, quella per la assistenza sociale, quella per i problemi giudiziari, quella per la concessione degli alloggi, quella per l’amministratore di sostegno, quella per la riabilitazione formativa, quella per i problemi medici? Dando per scontato che la comorbilità  è la regola più spesso che la eccezione, questo scenario non è raro a trovarsi.

In scenari come questi vengono richieste competenze di diplomazia, negoziazione, amministrazione e elaborazione di informazioni se è vero che la molteplicità dei servizi deve stratificarsi nei propri effetti.

La collaborazione clinica tra le agenzie può funzionare ragionevolmente bene se i rappresentanti di ognuna delle entità sono consapevoli, imparano a rispettarsi e a fare riferimento l’uno nei riguardi dell’altro, a mantenere una comunicazione regolare circa i servizi rispettivi che ciascuna entità somministra al paziente.

Poco ci  può aspettare da un solo operatore che è ristretto all’interno del range particolare di servizi (siano essi farmacologici o psicosociali o educativi) che è in grado di fornire.

Integrazione a livello organizzativo

I sistemi di cura, indipendentemente che si situino in aree urbane o in zone rurali, devono far fronte alla sfida considerevole di organizzare i diversi servizi che abbisognano ai pazienti con seri disturbi mentali; ottenere abitazioni supportate, benefits di sicurezza sociale, supporto educativo, formativo, familiare; e il servizio per abuso di sostanze (nei paesi anglosassoni) rientra nei compiti dello specialista del supporto personale o “case manager”; non c’è una disciplina particolare di competenza di questo particolare ruolo di coordinamento, benchè in pratica esso sia costituito spesso da un lavoratore sociale con preparazione nella organizzazione e supporto di comunità .

Il successo nella integrazione di disparati servizi forniti da agenzie differenti, dipende in definitiva non individualmente da pazienti, famiglie, operatori, ma piuttosto da azioni organizzative; in mancanza di manager ed amministratori dei servizi di livello apicale ed intermedio – all’interno di una data area di intervento o sistema di cura, che forniscano mandato e supporto per un impiego ad alta fedeltà di un approccio integrato, anche i programmi meglio progettati avranno un impatto minore sui pazienti durante il periodo di tempo richiesto per un miglioramento ed un recupero progressivo.

Il supporto per il trattamento integrato e la riabilitazione a livello di gestione e di organizzazione dipende in parte da un adeguato finanziamento da parte dei responsabili politici; le restrizioni nel finanziamento pubblico e privato della Salute Mentale ha conseguenze pericolose sulla efficacia dei servizi ed il recupero a lungo termine; ma anche quando le agenzie ed i clinici sono motivati ad implementare i servizi di migliore qualità, essi non saranno in grado di fare questo da soli; essi avranno bisogno di formazione e consulenza da parte di esperti o “mediatori di trasferimento di conoscenza” per imparare nuovi approcci evidence-based e acquisire competenza e confidenza nel loro utilizzo quotidiano.

 

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