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Scelte, obiettivi, contesti, predisposizione dell’utente nella Riabilitazione

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(Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2018)

La Scelta dell’utente

Il coinvolgimento dell’utente in ciascuno ed in tutti gli aspetti del processo è ingrediente di base in ogni riabilitazione di successo; il coinvolgimento dell’utente è essenziale per assicurare che l’individuo sia pronto ad entrare in azione; diversamente dagli approcci tradizionali ai problemi medici, nei quali il dottore definisce quello che è sbagliato e quindi quello che dovrebbe essere fatto, il processo di riabilitazione è progettato per conseguire gli obiettivi designati dall’utente; gli obiettivi che vengono impostati dallo staff senza reale input da parte dell’utente, anche con le migliori intenzioni, è probabile che non saranno motivanti.

Questo si potrebbe verificare anche quando un componente dello staff selezioni lo stesso obiettivo che l’utente avrebbe scelto se gliene fosse stata data la possibilità; invece il compimento effettivo di questa scelta implica la titolarità reale di un obiettivo e aiuta a motivare la persona in direzione del suo raggiungimento.

Una carenza di coinvolgimento nel processo di pianificazione potrebbe causare problemi anche più tardi, a causa di una informazione non completa: per esempio una persona che ama gli animali ed ha una qualche formazione medica ed amministrativa, potrebbe essere una cattiva candidata per lavorare in un ospedale veterinario in caso di una forte allergia al pelo dei gatti.

Tuttavia la più importante ragione per giustificare il massimo coinvolgimento dell’utente consiste nel favorire il processo di Recovery; in questo contesto il compito dell’individuo e la creazione di una nuova immagine di sé che incorpori il fatto di avere una malattia mentale; questa riprogrammazione della immagine di sé richiede che la persona sia attivamente inclusa in ogni aspetto del processo, dalla fissazione degli obiettivi e della tempistica di conseguimento degli stessi fino alla definizione dei criteri di successo; Recovery deve essere, dopo tutto, lo scopo ultimo del processo.

Contesti di scelta

Diversamente dalla valutazione medica che interessa la salute complessiva della persona, la riabilitazione psichiatrica è mirata in direzione del contesto di scelta dell’utente; in pratica si indirizza ad abilitare l’utente in funzione dello specifico ambiente dove egli sceglie di vivere, lavorare, socializzare; rivolgendosi a contesti specifici, l’intervento riabilitativo è reso sia più rilevante che più gestibile; solamente le abilità e le risorse necessarie al successo nell’ambiente di preferenza vengono sviluppate; sintomi o comportamenti negativi che non sono problematici nel contesto scelto possono non ricevere una alta priorità.

La predisposizione alla riabilitazione

La predisposizione alla riabilitazione psichiatrica si riferisce al desiderio della persona ed alla sua motivazione a perseguire un qualche aspetto della riabilitazione psichiatrica; senza questo desiderio o motivazione un individuo non si metterà in moto per raggiungere un obiettivo; un qualche grado di preparazione è dunque un elemento necessario per il successo della riabilitazione; questo focus sulla preparazione/prontezza è in netto contrasto con molte pratiche mediche e psicologiche; in questi casi il trattamento è visto come superiore in relazione ad una particolare condizione ed è spesso prescritto al paziente senza offrirgli altre alternative, dal momento che in molti casi il dottore ritiene che non sussistano alternative realistiche; invece nel caso della riabilitazione psichiatrica il successo del processo dipende dalla prontezza dell’individuo a lavorare in direzione di obiettivi di riabilitazione.

La riabilitazione si svolge essenzialmente attraverso la collaborazione fra la persona ed il professionista della riabilitazione; come alcuni teorici hanno fatto notare, la riabilitazione è un servizio che deve essere svolto con la persona e non alla persona; questo aspetto del “lavorare assieme” è uno dei cardini della professione.

Perché dovrebbe una persona essere riluttante a scegliere e perseguire un obiettivo per migliorare la propria condizione di vita? Alcuni specifici fattori possono ostacolare la disponibilità alla riabilitazione; come spesso accade, quando alcuni di questi fattori negativi si sommano in una persona, il livello di disponibilità alla riabilitazione è molto basso; molti candidati alla riabilitazione psichiatrica hanno sperimentato numerosi e ripetuti fallimenti nei loro tentativi di migliorare le proprie vite; questi fallimenti possono essere dipesi da ricadute, mancanza di abilità necessarie, inadeguato supporto ambientale, training inefficace, scarsa pianificazione ed anche dalla impostazione di obiettivi inappropriati per la persona.

Le persone spesso sperimentano alcuni di questi problemi contemporaneamente, in particolare se stanno lavorando con uno staff poco addestrato o sovraccarico di lavoro; dopo alcuni di tali fallimenti, una persona potrebbe essere tentata di evitare ulteriori investimenti in speranza e semplicemente accettare la esistenza come viene; per queste persone il cambiamento positivo potrebbe non sembrare una evenienza reale; in breve essi sono carenti della fiducia necessaria per prendere parte alla riabilitazione.

Alcuni individui, poi, sono talmente abituati al ruolo di “paziente psichiatrico” da non voler cambiare atteggiamento; se sono impauriti dal cambiamento o anche solo se sono impantanati nelle loro abitudini, queste persone possono voler persistere nella situazione presente piuttosto che impegnarsi per cambiare.

Per esempio un importante fattore che ostacola molte persone dal perseguire un obiettivo di impiego è una scarsa conoscenza delle proprie abilità, la non familiarità con le caratteristiche dei vari ambienti di lavoro e la mancanza di consapevolezza del supporto che è disponibile.

Considera per esempio una persona che sta scegliendo per sé una carriera; molta gente non conosce abbastanza di quello che gli piace o meno, del tipo di lavoro che potrebbe rendersi disponibile e di tutte le categorie di abilità richieste per quel lavoro; per esempio, quanti dei vostri amici conoscono la riabilitazione psichiatrica, il tipo di abilità che richiede, e cosa un operatore della stessa dovrebbe fare tutto il giorno? Se una persona comune manca di questa autoconoscenza attitudinale, considera qualcuno che ha avuto a che fare con una malattia mentale maggiore per tutta la sua vita adulta; una mancanza di conoscenza di quello che si è e di quello che è possibile, può restringere le nostre scelte e ridurre la nostra motivazione.

Valutazione della predisposizione alla riabilitazione

Alcuni ricercatori hanno stigmatizzato che uno dei primi passi nel processo di riabilitazione dovrebbe essere una valutazione della predisposizione; l’obiettivo di questo tipo di valutazione è di misurare la prontezza della persona ad entrare nel processo di riabilitazione con una buona probabilità di successo; se l’individuo non si dimostra pronto per questo processo, si raccomanda ai servizi di concentrarsi sul miglioramento e sullo sviluppo della disposizione/preparazione della persona alla riabilitazione; questa fase di valutazione, come ad esempio l’esplorazione degli obiettivi, la chiarificazione dei valori, la discussione delle aspettative dei familiari, dovrebbe essere rivolto a superare i problemi prima menzionati.

Una valutazione di predisposizione è molto più che una conclusione di un operatore che un utente “non è pronto”; infatti il giudizio del professionista a questo riguardo è spesso molto inaccurato; invece si raccomanda che la valutazione di predisposizione si rivolga a cinque distinti aspetti:

  1. Necessità del cambiamento: si pone la questione: l’individuo percepisce la necessità di un cambiamento? O all’opposto quanto è insoddisfatto della sua situazione personale corrente? Ciò comprende l’influsso delle sfide ambientali così come la misura di quanto la persona abbia successo nel proprio contesto attuale e quanto l’ambiente lo pressi in direzione del cambiamento (per esempio lo sfratto da una abitazione).
  2. Impegno nel cambiamento: si valuta quanto la persona creda che il cambiamento sia:
    1. Necessario
    2. Positivo
    3. Possibile
    4. E quanto sarà supportato:

Ha la persona fatto passi concreti ed atti per perseguire il cambiamento? E’ in grado la persona di vedere se stesso fare il cambiamento oppure ritiene che qualcun altro o le circostanze debbano cambiare al suo posto?

  1. Consapevolezza ambientale: si valuta quanto la persona conosca gli ambienti che ha scelto ed in cui programma di operare, comprendendo anche esperienze precedenti.
  2. Autoconsapevolezza: si valuta la conoscenza della persona riguardo se stessa; per esempio i suoi gusti e le sue avversioni, i suoi valori, i suoi punti di forza e di debolezza.
  3. Prossimità all’operatore: si valuta la relazione con l’operatore della riabilitazione, considerata in termini di fiducia; una stretta relazione di collaborazione in teoria dovrebbe contribuire ad un più efficace processo di riabilitazione.

Una persona che ha un punteggio molto alto in ciascuna di queste cinque dimensioni è considerata pronta per la riabilitazione e, cosa più importante, ha ottime probabilità di successo; d’altronde se una persona ha un punteggio basso in una o più di queste dimensioni, c’è bisogno di indirizzare i servizi verso un potenziamento delle aree in questione; oggigiorno sono disponibili validi ed affidabili strumenti pratici di misura della predisposizione alla riabilitazione.

Incrementare o sviluppare la predisposizione soggettiva è cosa che si può fare in molti modi; l’inizio in sé del processo di riabilitazione può incoraggiare la predisposizione aumentando l’autocoscienza della persona e la consapevolezza di contesti alternativi; sforzi educativi ed esperenziali possono essere necessari per convincere un utente che il recupero dalla malattia mentale ed la acquisizione di un ruolo normalizzato nella veste di lavoratore, studente, genitore, titolare di alloggio, sono possibilità realistiche.

Una carenza di predisposizione non implica che una persona non possa beneficiare della riabilitazione psichiatrica; invece, una bassa predisposizione alla riabilitazione dovrebbe determinare servizi individualizzati progettati per incrementare la predisposizione e preparare l’individuo alla scelta ed al perseguimento degli obiettivi; una mancanza di attenzione alla questione della disposizione/prontezza può essere alla radice degli scarsi risultati riportati da alcuni servizi psichiatrici.

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