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Finiti i soldi degli stipendi 40 disabili restano a casa

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(Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2018)

PESCARA. Sarebbero bastati appena 8 mila euro, soldi peraltro già promessi dalla Regione Abruzzo ma che alla Asl di Pescara non sono ancora arrivati. Anche stavolta la burocrazia è riuscita nell’impresa di fermare un progetto che resiste dal 2009 con 40 disabili al lavoro in Comune, Provincia e altri enti pubblici e privati: per tre ore al giorno, i disabili con patologie mentali fanno lavoro negli uffici. Archiviano i documenti, smistano gli atti negli uffici, forniscono indicazioni.

Da oggi i contratti degli impiegati disabili scadono e alle loro famiglie è stato detto, senza tanti complimenti, che i soldi per pagare i 200 euro al mese di stipendio non ci sono più e che il servizio di borsa lavoro è sospeso. Una comunicazione nuda e cruda che ha messo in allarme le famiglie: i genitori dei disabili hanno chiesto un incontro al direttore generale della Asl Claudio D’Amario e all’assessore alle Politiche sociali Giuliano Diodati.

Ma il caso è stato già al centro di una riunione tra i vertici del dipartimento di Salute mentale, a cominciare dal dirigente Renato Cerbo: il primario Sabatino Trotta ha proposto di anticipare il pagamento degli stipendi in attesa dei fondi della Regione ma la soluzione, a portata di mano, è stata bocciata per i lacci troppo stretti della macchina amministrativa della sanità. Ridotto ai minimi termini, succede che la Asl non abbia il potere di anticipare 8 mila euro a 40 disabili nonostante il progetto Armonia sia stato rifinanziato dalla Regione. Il risultato è che i 40 disabili – 7 impiegati al Comune di Pescara, gli altri in Provincia e nei Comuni di Pianella, Turrivalignani e Scafa e in altri enti privati – resteranno a casa per almeno un mese: il progetto di borsa lavoro sarà bloccato.

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